Parentesi (d’attualità) seria, anzi molto seria

Come sapete, non essendo io un’agenzia di notizie, non sono come si dice, sul pezzo. Però, specie se c’è qualcuno che mi legge per la prima volta, un commento a questa nostra estate è doveroso. Alcuni giorni fa, il Collegio delle Guide Alpine ha rilasciato un comunicato stampa relativo ai fatti della Gola del Raganello, che potete trovare qui.

Dopo aver letto un po’ di articoli sulla questione, non sono riuscita a capire se i gruppi che si trovavano nelle gole erano accompagnati da professionisti accreditati o no ( se ho capito male è ovviamente colpa mia e pazienza)

Il punto è che come sempre in Italia c’è una gran confusione circa compiti e attribuzioni e di solito nessuna sanzione. Io, per dire, che nemmeno sono iscritta al CAI, potrei benissimo accompagnare amici a fare un’escursione di torrentismo alle strette di Pertuso, che è una semplice passeggiata in una gola , tutto sommato, abbastanza ampia. Ma dopo una giornata di pioggia, un improvviso innalzamento del livello del torrente farebbe sicuramente qualche danno e vi assicuro che l’acqua che è così deliziosamente fresca quando fa caldo, può diventare assai meno deliziosamente fredda. Quindi io che ho portato la mia amica a fare quella passeggiata sono una guida? Forse sì nel senso che io conoscevo la strada e lei no, anche se anni prima era stat proprio lei a farmi scoprire la spiaggia e tutto il resto. E però non mi sognerei di portarci un gruppo, nonostante , CAI o non CAI, tutta l’esperienza che ho in montagna. Difatti, una volta, durante un convegno, ad accompagnare il gruppo dei sedentari convegnisti su e giù per il greto del Borbera, è stata una geologa che è anche guida naturalistica. E a organizzare quel convegno avevo lavorato anch’io.

Per carità, a tutti è capitato di sbagliarsi clamorosamente sulle previsioni del tempo. Anche a me , e in un caso particolare mio marito me lo ha rinfacciato per tutto il resto della nostra trentennale vita in comune ( e in quel caso lì, c’erano quelli “in scarpe da tennis”, ma erano amici suoi) Come ci sono quelli in bermuda e infradito – e qui io non mi capacito. O ho delle caviglie di palta, o anche solo su una spiaccia di sassi come sono quelle in Liguria praticamente dappertutto mi prenderei una storta in trenta secondi.

In parte questa mancanza di attenzione alle condizioni meteo, che sono sempre più estreme è dovuta al fatto che tutti abbiamo poco tempo e necessità di consumare le nostre vacanze, e quindi come siamo andiamo. Ma il compito di un accompagnatore “patentato” dovrebbe essere anche quello di evitare , nei limiti del possibile, incidenti. Quelli possono sempre capitare, con o senza guida, perché nessuno è infallibile, e c’è sempre un margine di imponderabile. (La frana in val Ferret, per esempio) Ma essere preparati ad affrontare il rischio , nel modo giusto, con gli strumenti giusti la montagna (ma anche il mare, o qualsiasi altra situazione) contribuisce al tuo ritorno a casa sano, salvo e felice per la bella giornata, rilassato e in pace con te stesso. Anche quando con giovanile eravamo in giro per montagne senza i nostri genitori , cercavamo sempre, forse perché catechizzati sin dall’infanzia di non cacciarci in guai più grandi del necessario. Avessi detto a qualcuno dei miei vecchi, di quelli che ignoravano i traumi psicologici e le sottigliezze dell’educazione, che ero salita sul Breithorn in scarpe da ginnastica, ma persino un roussoviano convinto come mio padre che non ha mai alzato le mani sulla propria figlia ( per quanto mi ricordi) avrebbe fatto partire uno sberlone che sul Breithorn ci sarei arrivata volando presumibilmente… E qui, laddove non poté né buon senso né educazione, a fronte di un soccorso somministrato a chi si mostra palesemente inadeguato al luogo e alla situazione in cui si trova, presentare la fattura dei costi potrà probabilmente risolvere il problema.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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