Bastardi

I cani, naturalmente. E anche questo per tornare su una notizia di cui tutti i giornali hanno parlato.  Ovviamente non è bello essere azzannato da un cane. E lo posso ben dire, perché io, in generale, ho paura dei cani. O meglio, dipende dal cane, ma dovrei dire dipende dal padrone, o dalla mancanza di padrone. Oggettivamente, non ho paura della yorkshire terrier del mio vicino di casa, degna e bravissima persona, che però ha inanellato una serie di cagnetti il cui quoziente intellettivo, complessivamente, non eguaglia quello della mia gatta (e spero che lui non legga questo blog). Non ho paura del bellissimo border collie cui un’altra mia vicina fa da baby sitter, né del beagle del vicino di casa di mio marito (altro no comment), né dei pastori tedeschi che alleva un’amica di mia madre, e che sono molto più intelligenti ed educati di tanta gente che conosco. E però. Mi è capitato di essere azzannata alla caviglia, dio sa perchè, da un botolo alto trenta centimetri mentre me ne andavo a prendere la macchina nel centro di Traverselle. Avevo gli scarponi alti e mi dispiace dire, il cane ha fatto un volo: mi  ha ricordato il botolo del vicino di mia nonna, che le sue gatte inseguivano con particolare ferocia. Perché un botolo azzanna tutto viene lasciato libero di andare in giro. E giovane pastore tedesco che è schizzato via da un cortile al Villair superiore, una mattinata d’inverno, che mi ricordo molto bene, è il giorno in cui ci fu l’incendio al traforo del Monte Bianco. Si è felicemente masticato i miei bastoncini da sci,  e tutti quelli che incontravo mi dicevano oh che bel cane quando io avrei solo voluto che se tornasse felice a casa sua, da quell’idiota del suo padrone che lasciava libero un cane del genere, a rischio di perderlo o che facelle, del tutto involontariamente, del male a qualcuno.  O l’altro branco di botoli di varie dimensioni che mi ha preso a musate sempre in Valchiusella, dove evidentemente ci sono padroni particolarmente sbadati. O il branco dall’aspetto pericolosissimo, e legato alla catena, che sorvegliava un cantiere, anni fa, prima della cappella del Montsérrat a Bardonecchia (un enorme spavento). O il vecchio e un po’ malandato pastore scozzese che ho trovato ad Arcesaz. In Italia. In   Alto Adige, in Austria, in Francia, vado in giro ovunque in montagna, e comunque sempre su sentieri segnalati, su itinerari conosciuti, su strade asfaltate, e di cani in giro non ce ne sono, da soli, che abbaiano o vengono abbandonati o mordono i passanti.

Non è colpa dei cani.

E’ colpa nostra.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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