Mi riconosco, naturalmente e ho sempre seguito il lavoro di Emanuela Provera con molto interesse.
Perché naturalmente, andare in montagna da ragazze, da sole o insieme, fa ancora girare la testa (lo hanno ben visto le mie amiche che questa estate hanno fatto il tour del Monviso, che nei rifugi le guardavano esterrefatti)
Se proprio devo continuare a lamentarmi, almeno posso farlo per una buona ragione: ho preso l’influenza che gira e l’ho presa brutta , con la febbre a 39 e annessi e connessi. Considerato che l’ultima influenza risale al 2017, cioè a prima del Covid, e io mi faccio il vaccino tutti gli anni, prima perché a scuola con la complicità dei ragazzi, poveri untorelli, potevo raccattare pure la peste bubbonica, poi perché sono diventata vecchia.
Intanto che io guarisco, se no l’ufficio va a catafascio voi avete l’ultima occasione per vedere due mostre bellissime.
La prima è quella di Elliot Erwitt a Saluzzo, nella Castiglia qui tutte le info. Allievo di Cartier Bresson – cui sarà dedicata la prossima mostra alla Fondazione Camera a Torino, fotografo industriale e dí pubblicità, ha avuto un occhio molto particolare per la composizione surreale , e lo strano /weird che fa capolino nella nostra vita quotidiana.
La seconda mostra è al Filatoio di Caraglio, ed è dedicata al più noto, almeno al grande pubblico, Robert Doisneau, che non è solo il fotografo degli innamorati dell’ Hotel de Ville, i due che si baciano con trasporto immortalati su innumerevoli cartoline. Il suo autore invece è stato uno degli ultimi a indagare la realtà della fabbrica e del mondo industriale, e la trasformazione delle periferie. Una attitudine storica che adesso ci fa riscoprire un modo di vivere le periferie ormai scomparso. (Qui il sito)
Alla Castiglia salite a piedi, che fate una bella passeggiata, a Caraglio c’è anche il parcheggio, tanto questo week arriva la neve, la pioggia gelificante e tante altre amenità, almeno nel nord ovest.
Sono alla fiera di Sant’Orso da esattamente un’ora, compresa la sosta trifolette alla pro loco di Arvier? O Arnad? (Mi scuso con quelli che ho menzionato a sproposito e con gli autori della suddetta che è stata criticata dalla persona con cui sono venuta- le patate dovevano essere più morbide. A me è molto piaciuta anche se forse era una giornata più da favò. Che la digerisca prima di domenica è un’altra questione, che ha più a che fare con il mio lungo mese di gennaio, in cui è accaduto veramente di tutto).
Comunque sono già scappata. Mi sono rifugiata in duomo a scrivere – tranquilli c’è molta gente pure qui e nessuno intenzionato a pregare direi. Per la cronaca il duomo non è la collegiata di Sant’Orso, ed è una chiesa molto antica tranne la facciata ottocentesca. E nemmeno in duomo c’è pace, ma una folla di gente lo stesso.
La massa, e io che sono sensibile alla massa ho già dato forfeit (e per fortuna ho detto alla mia amica di andarsene per i fatti suoi e ci vediamo davanti alla trifolette, prima di tornarcene a casa di dio dove abbiamo lasciato l’auto. I parcheggi sono per fortuna gratuiti). L’anno prossimo sarà a ridosso del week end e dovrò inventarmi una scusa . Ho visto già alcuni banchi di artisti noti (a certi livelli il termine artigiano è riduttivo), molti banchi di tradizione, un salumaio delle mie parti e una massa compatta di gente (quelli che sopporto di meno sono i cani di piccola taglia che si calpestano benissimo e i genitori con carrozzina al seguito e bimbo/a piangente – non quelli con bimbo dormiente che ovviamente non se ne cale, ma quelli il cui bimbo vorrebbe evidentemente essere altrove: portatecelo, altrove).
Saranno tutti felici ( artigiani, ristoratori, assessori e sindaci): sono felice anch’io per loro. Io sono asociale, sorry.
C’è il sole per fortuna (e anche La trifolette nelle foto)
Edit- finale aspetto la persona. Ora comincia a calare la temperatura e io ho speso soldi ma non più del necessario. Per la casa.
Ho scoperto un altro uso dei pargoli incarrozzinati: come ariete per fendere la folla. Il pargolo pareva divertirsi. E come sempre la libreria A la page è stata un’oasi di silenzio e pace.
Ricordate quanto ho scritto a proposito di Digne? C’è stato tra l’altro un momento in cui abbiamo pensato, km per km di andare sino a Sisteron. Poi si è messo a piovere.
Abbiamo fatto un giro nell’entroterra in cui siamo andate alla scoperta di varie località menzionate dalla mappa, e tutte quelle che abbiamo incontrato rientravano in due categorie: o città dormitorio per residenti, non particolarmente attraente ma probabilmente comoda, e con prezzi abbordabili, o località pittoresca, che fonda la sua piacevolezza su attrazioni o paesaggio legato al passato : Max Ernst e Ivanoff a Seillans, la vista di Fayence. Un grazioso paese come La Colle s/r Loup, l’ultimo Loup che mi mancava, era assolutamente deserto a parte qualche residente. E la Colle evidentemente non rientrava nei circuiti dei turisti anche se ha un panorama notevole su Saint Paul de Vence, che è il paese turistico per eccellenza.
Così, se volete prepararvi un itinerario in giornata con partenza dalla costa, potete partire da La Colle, ammirare il panorama su Saint Paul de Vence, visitare il paese e la Fondation Maeght, e poi passare a Vence e alla cappella Matisse.
Ho troppo da fare , e quindi sono sempre in ritardo, dappertutto, anche qui.
E quindi posso darvi in ritardo, ossia adesso che tutto è finito, la notizia , e potevo come si dice morire domani, che ieri e oggi a Chiavari c’era una fiera intitolata in mio nome. D’accordo, non proprio in mio nome, in nome del mio santo patrono Sant’Antonio – no il mio non è il più noto cui è stata dedicata una grande basilica in una altrettanto nota città universitaria , ma questo, mistico la cui vita di contemplazione ha ispirato sant’Agostino, e sì è anche il protettore degli animali e viene di solito raffigurato con un maialino ed è anche il patrono dell’ospedale di Mandrognistan Ville. Ah, e la tradizione locale lo vuole come riferimento alle persone che vogliono sposarsi (Sant’Antoni fem mariè ca son stüfa ad tribulè). Ora non so bene quale delle cose interessasse a mia nonna paterna, che era quella che leggeva tarocchi e fondi di caffè e litigava col parroco per quello, non era particolarmente amante degli animali ( in famiglia il gattaro era mio padre) e in effetti si era sposata a quarant’anni ed era la maggiore di tre sorelle. Comunque, zero mainstream anche qui.
Vado a Chiavari da boh quarant’anni e alla fiera di Sant’Antonio non ero mai capitata. Da quel che ho capito cade il fine settimana successivo alla ricorrenza, quindi quest’anno il 18 e 19, e il prossimo anno probabilmente il 17 /18. E si snoda da piazza Mazzini sino all’Entella, dove si svolge, il venerdì, il consueto mercato settimanale. Devo dire che dominava la porchetta toscana in tutte le sue accezioni, e i due articoli più venduti erano dei grossi cuscini i per cani/gatti e le trapunte variopinte che vendevano due banchi più in là. Conclusione, ci sono più animali che esseri umani e questo è un inverno freddo freddo.
Oggi invece c’era la piccola Sant’Orso di Donnas, con minaccia di pioggia. Ma forse quest’anno riesco ad andare alla Sant’Orso principale, perché se sopravvivo a queste due settimane ( per chi lavora nella cultura il periodo 1 gennaio – 10 febbraio è molto lungo) mi prendo un giorno di ferie. Il 31, va da sè. Va beh, non vendiamo la pelle dell’Orso.
L’idea era di fare un giro in Appennino e siamo finiti nella val d’Aveto a caccia di chiese romaniche, io, Amica Giovane e la sua macchina nuova. Siamo state a SanSalvatore dei Fieschi, che non vedevo da decenni, a Sant’Andrea Apostolo a Borzone, e poi a comprare olio ligure in un frantoio a Leivi. Siamo finite per caso al frantoio di Mauro Solari http://frantoiosolari.it ed è stata una bella esperienza ( prezzi non da supermercato, ovviamente, e chiedete l’olio ligure dop). Occhio al cane del padrone che gira in mezzo alle macchine con grande sprezzo del pericolo (suo).
A ben guardare sarebbe già la seconda perché la prima è arrivata durante la cena di capodanno ma aveva un tema squisitamente mandrognistano che quindi esula dai temi trattati qui (e aveva a che fare con il bombardamento che sentivamo fuori, fortuna che quando sono tornata a casa i gatti dormivano come se niente fosse – già ci sono due parole chiave nuove, cena di capodanno e rant).
Comunque sono in ferie, quasi nel solito posto perché noi boomer di tanto in tanto abbiamo bisogno di stabilità- quasi perché quest’anno il mio solito posto non era disponibile. Eh sì inizia un anno di cambiamento .
Comunque. Il rant, il primo rant ufficiale dell’anno riguarda proprio il turismo e i suoi usi, perché essendo anche un anno di giubileo , alcune città, Roma in primis, saranno prese d’assalto e chi viaggia si troverà a pagare le cose qualsiasi cosa tre volte tanto e a trovarsi in un fiume di persone che cambiano totalmente volenti o nolenti il volto di una città.
Seguo su insta il profilo di Cagnes sur Mer che mostra davvero luoghi molto instagrammabili. E volevo vedere quale fosse la differenza tra Instagram e la realtà (lo so sono un genio). Così ho preso la macchina, ho fatto un giro panoramico per l’aeroporto di Nizza (non chiedete perché) e sono arrivata a Cagnes esattamente dove volevo essere. Ho visitato la cappella sul lungomare e poi ho fatto una lunga passeggiata.
Giudizio complessivo: Cogoleto è in generale meglio. Quindi il Comune di Cogoleto ha bisogno, sicuramente, di un SMM di quelli seri, perché nella realtà non ha niente di meno. Tranne forse qualche locale più elegante sulla spiaggia (che è di sassoni esattamente come a Chiavari o a Cogoleto). Delusa? No in realtà era quanto mi aspettavo
La spiaggia
La passeggiata era molto frequentata, corridori, famiglie, gente col cane gente che faceva il bagno (pochi per la verità). Minimalismo (se pensate che questo sia puro cazzeggio, pensate che abbiamo passato il sabato guardando due documentari su Arte: uno sui tardigradi -nemmeno il correttore sa cosa sono- e uno sui muschi. Pensate che a Modena c’è un laboratorio che li studia, i tardigradi)
E un’altra scienziata che studia il loro comportamento sessuale (si queste creaturine fanno sesso) e vivono nel muschio (pensate quando prendete il muschio per il presepe, quanti ve ne portate a casa. Ok abbiamo passato un sabato alternativo -non quanto quello del professore giapponese che li annusa, i muschi.)
Una delle più note attrattive della Slovenia sono le grotte di Postumia e pensare che la loro attrattiva turistica è nata negli anni Venti, nel non lunghissimo periodo in cui questa parte dell’ex impero è stata italiana (non è revanchismo, è un fatto, e te lo raccontano anche durante la visita). E’ un posto super turistico? Assolutamente. È da visitare? Assolutamente. I 29 euro meglio spesi della mia vita. È organizzato benissimo. Noi siamo andati di domenica, quindi in un momento sicuramente di maggior affluenza, gli addetti – che davano l’impressione di essere studenti del luogo- ci hanno indirizzato subito alla parte di parcheggio con posti disponibili .
Siamo arrivati alla biglietteria, e l’impiegata ci ha spiegato le modalità della visita in italiano, che molte addette parlavano, avvertendoci che la visita era regolamentata e ad un orario preciso; consiglio di pagare il parcheggio- 6 euro per l’intera giornata- alla biglietteria delle grotte così si evitano code alla cassa automatica in uscita.
Dieci minuti prima dell’orario previsto siamo arrivati ai cancelli, e controllati i biglietti ci hanno diviso per lingua. E ci hanno fatto salire sul trenino, che percorre tre km e scarica all’inizio dell’itinerario di visita. Che dura un ‘ora e sono altri tre km . Nel nostro caso fatti abbastanza a passo di carica dalla nostra guida in puro stile istruttore del cai. Ma noi siamo stai bravissimi, non ci siamo persi e i bambini non sono usciti dal seminato -anche perchè cadere in un pozzo di ottanta metri non è il massimo. Abbiamo anche visto il proteo, la straordinaria creatura che vive nelle grotte.
Mi sarebbe piaciuto fermarmi di più a osservare le straordinarie formazioni di roccia, che assumono colori differenti a seconda delle componenti che determinano l’erosione. Uno spettacolo assolutamente affascinante, che fa pensare a quale fosse lo spettacolo che hanno visto i primi che le hanno esplorate (adesso sospetto che per i visitatori siano state “addomesticate”).
Consiglio vivamente scarpe comode, direi da trekking , perché all’interno si sale e soprattutto si scivola. Quando siamo andati noi la temperatura interna e quella esterna erano pressoché equivalenti, ma in estate il divario termico è importante. Ci vuole almeno una felpa e una giacca impermeabile perché l’acqua gocciola ovunque.
Come tutti gli anni arriva la consueta sintesi del cosa fare da qui a Natale, diviso, più o meno, per regioni.
Partiemo da casa, ossia dal Piemonte.
1 dicembre, a Caraglio, Vinadio e Valle Pesio che diventa un paese incantato, con gli gnomi, i giochi e anche il mercatino. A Cuneo, luci natalizie e mercatini in centro per tutti i week end di dicembre e la mostra sul Canaletto, se vi interessa anche qualcosa di diverso. Ma in Piemonte non è finita qui e in questo ultimo week end Natalizio e anche dopo ci sono molte possibilità (e d’accordo qualcuna me la sono anche persa, tipo Sordevolo)
Magico Paese di Natale di Govone: 16-17, 23-24, 30 Novembre 2024; 1, 7-8, 14-15, 21-22 Dicembre 2024 a Govone (Asti)Mercatino di Natale di Asti: dal 16 novembre al 22 dicembre – Novembre: Dicembre: apertura dal giovedì alla domenica ad Astiin piazza Alfieri, Mercatini di Natale: dal 30 novembre al 22 dicembre 2024, il sabato e la domenica, a Pinerolo (Torino) Natale è Reale 2024: 30 novembre e 1, 7, 8, 14, 15, 21 e 22 dicembre 2024 a Stupinigi – Nichelino (Torino) Villaggio di Natale in Piazza Solferino: dal 7 Dicembre 2024 al 7 Gennaio 2025 a TorinoNatale InCantato 2024: i weekend dal 7 al 22 dicembre 2024 a Viverone (Biella) Presepi sull’Acqua 2024: dal 7 dicembre 2024 al 6 gennaio 2025 a Crodo (Verbano-Cusio-Ossola), che non è un mercato, ma è una iniziativa turistico tradizionale, di cui ho già parlato e che trovo comunque molto simpatica, dato che impegna i bambini del paese.
Già iniziato (e molto migliorato) il mercato di Aosta, nella nuova collocazione di piazza Chanoux, in pieno centro. Le casette hanno a disposizione tutta la piazza, e il mercato è molto più compatto. E comunque ricco di proposte ( e le frittelle di mele che sono la mia passione sono buonissime)
C’è anche l’alberone
A Trento ci si può divertire sulla pista da pattinaggio in ghiaccio, allestita in piazza Battisti o sulla grande ruota panoramica di Piazza Dante e poi visitare le oltre 70 casette allestite tra piazza Fiera e piazza Mostra (tutti i giorni fino al 6 gennaio). E quest’anno, mi dicono le mie spie, il mercato è tornato ad essere quello di prima. A Rovereto, alle casette già aperte in Largo Foibe, in via Roma e nel Cortile Urbano si aggiunge anche la «Bolla di Sapore», spazio dedicato ai prodotti del territorio e l’omaggio alla storia dell’arte con il Presepe Plastico Futurista in via Don Rossaro (inaugurazione il 30 novembre ore 17.30, mercatino ed eventi tutti i giorni fino al 6 gennaio ). Fino al 22 dicembre 2024 il borgo di Ala torna a vestirsi di magia con il «Natale nei Palazzi Barocchi», evento quest’anno ispirato al tema del «Bosco Incantato».
In Mandrognistan Ville (sorry signor sindaco) non c’è nulla da fare, però sempre il 1 dicembre ad Avolasca, terra di tartufi, c’è il mercatino natalizio con cioccolata calda e Babbo Natale. Sabato e domenica 14 e 15 dicembre, però potete andare a Pietra Marazzi, Cassano Spinola e Ovada, ci sono mercatini natalizi, molto street food, e anche Babbo Natale. Almeno sino a Natale, i nostri vicini di Asti hanno il mercatino natalizio in centro città (piazza del Palio), con tanto di ruota panoramica. Quella c’è anche qui a Mandrognistan Ville, in mezzo al mugugno generale (ve l’ho detto, che qui siamo parenti stretti del mugugno genovese)
In Liguria , ci sono le bancarelle di Brignole, e poi dietro Palazzo Reale a Genova, ma pure ad Alassio ci sono le casette in una della piazzole sul lungomare . Un po’ tristine se devo dire. Ma la luna sulla passeggiata fa dimenticare tutto…
La luna (quasi piena)
Se vi siete persi gli Obei obei a Milano, in piazza Gae Aulenti, metro Garibaldi, mercatino natalizio a tema francese, con i profumi di Grasse e tanti formaggi
A partire da venerdì 6 dicembre e sino all’8, il mercatino natalizio di Santa Maria Maggiore accoglie artigiani e turisti da tutto il Piemonte e la Svizzera.
Il più noto dei mercati dell’ Alto Adige è sicuramente quello di Bressanone, che non è solo bancarelle, ma attività e lavoro artigianale. Il 4 dicembre è dedicato a Santa Barbara e tradizionalmente si distribuiscono rami di Barbara per una buona causa. Il 6 dicembre, come vuole la tradizione, arrivaSan Nicola accompagnato dai suoi angeli natalizi, mentre il 6 gennaio la Befana e i Re Magi sono i protagonisti e i punti di contatto tra la cultura italiana e quella altoatesina. Contadini e cuochi mostrano come si preparano i prodotti da forno tradizionali, che vengono poi venduti per donazioni in beneficenza: Apfelkiachln e biscotti (7 dicembre) e krapfen (14 dicembre). Le mani abili vengono utilizzate anche per realizzare tante cose da sé: cibo per uccelli (29 novembre), decorazioni natalizie in carta riciclata (30 novembre), lettura ad alta voce e costruzione di barchette (6 dicembre), scatole regalo e libri illustrati (13 novembre dicembre),cartoline di Natale realizzate con materiali di scarto (14 dicembre), consigli per l’upcycling quando si scambiano i vestiti (2-4 gennaio) e laboratorio di rammendo (4 gennaio). Le storie di Natale accanto al focolare (lunedì e mercoledì in date diverse) e il teatro di Natale (20 dicembre) vi invitano ad ascoltare e assaporare. L’atmosfera festosa e i momenti di piacere non sono disponibili solo all’apertura ufficiale del mercatino di Natale il 28 novembre, ma anche il 28 dicembre al Fair Brunch per concludere l’anno, poco prima del Capodanno della città di Bressanone, dal 31 dicembre al 1° gennaio. Naturalmente ci sono anche gli altri quattro mercati di tradizione: Bolzano, Merano, Brunico e Vipiteno (che sono tutti in bellissime località)
Andando all’ estero, i miei informatori suggeriscono Bruxelles, dove il mercato si tiene nella Grand Place, e Zagabria in Croazia, da sempre una meta dello shopping natalizio. E poi la Slovenia. Noi siamo andate a Ljubliana, che è una graziosissima città, dove chiese e monumenti si concentrano nella zona del fiume Liublianica, sotto al castello, dove c’è anche la navigazione fluviale, e pure la movida. Nella stessa zona, come tuttti gli anni, ci sono particolari installazioni luminose (un po’ come il festival che si tiene a Bressanone). C’è anche un presepe installazione di paglia, e tutta la città è addobbata. Più che le bancarelle, in tutta la Slovenia, anche sulla costa a Pirano e Capodistria, dove samo stati noi, ci sono le città addobbate di luci. (immagine dal sito turistico della città)
(Come si è detto il post rimarrà qui in aggiornamento man mano che mi arrivano notizie. Se vi chiedete perché ci sono alcuni mercatini e non altri, è perché vi do notizie di prima mano con i miei informatori che li frequentano – oppure vado io, poco, quest’anno, che sono in modalità superGrinch. E infatti nessuno quest’anno è andato a Napoli e a Montreux, per dire. So anche che in centro e sud Italia ci sono moltissime iniziative, e se mi arrivano notizie ve le giro)
Dimenticavo- ho scoperto che quest’anno avremo un mercatino natalizio dal 22 dicembre ai primi di gennaio, quindi nel pieno della stagione sciistica, anche a Chamonix. Ci sono come sempre anche in Costa Azzurra, Menton Nice e Antibes su tutti.
E per finire, il Natale consumistico di tutti noi
Il giorno della vigilia, se siete sopravvissuti alla calca degli ultimi giorni , potete andare ai presepi viventi. In Mandrognistan Ville, o meglio nei dintorni, è noto quello di Capriata d’ Orba. Ma ci sono possibilità ovunque in Piemonte e altrove.