Seconda possibilità: back to Slovenia

Se ben ricordate, ai tempi mi ero innamorata della Slovenia, e mi ero detta che mi sarebbe tanto piaciuto tornarci: il problema è che sicuramente la Slovenia non è dietro l’angolo, specie per noi che abitiamo sulla bocca dell’inferno (in questo periodo, particolarmente sulla bocca dell’inferno.)

Per cui come potete capire sono saltata su un viaggio di lavoro, tempo fa, per avere la possibilità di vedere qualcosa che da storica avevo sempre voluto vedere eccetera: Kobarid, cioè Caporetto, che oggi è in Slovenia. E’ un paesino, in realtà non ha nulla di particolare se non il somigliare ad un ridente paesino austriaco – ricordate, era una delle cose che mi avevano colpito, il fatto che fosse molto evidente che quella parte di mondo fosse molto più simile al vecchio Impero austroungarico che al mondo slavo, alla Carinzia , nella fattispecie.

Caporetto si trova lungo il corso dell’Isonzo (Soča in sloveno), che scorre nei due paesi e da questa parte del confine tra Piezzo e appunto Kobarid forma una bellissima valle molto verde, e percorsa da sentieri e piste ciclabili, che sono il fulcro del turismo estivo (se siete stanchi di biciclette, vi ricordo che Tadej Pogačar sta vincendo il Tour de France, e c’è ovviamente una ragione, ho visto anche lì bimbi piccolissimi in bicicletta, quelle vere, non quelle che danno ai bambini per imparare ora che non usano più le rotelline come ai miei lontanissimi tempi).

Ma altrimenti Kobarid sta giustamente sfruttando il turismo storico. Ci sono molte descrizioni della battaglia (anche di Barbero) l’unica vagamente comprensibile resta quella di Isnenghi. Ecco se ci andate, andate al piccolo ma organizzatissimo museo della battaglia, e lo capite: non dalle immagini high tech, che quando ci sono andata io non hanno funzionato, ma se ci siete, fatevi azionare manualmente il plastico che riproduce i luoghi, e lo capite. Poi uscite sulla piazza, e cercate di riperire i punti cardinali e capirete da dove sono passati gli austriaci (e a questo punto il gioco, per così dire è fatto).

Poi naturalmente potete salire, a piedi, all’Ossario dei caduti della battaglia, da dove potete avere una panoramica della valle, e capire, se mai vi siete posti il problema, quale catastrofe è stata la prima guerra mondiale. Tra l’altro l’Ossario ha una notevole somiglianza con l’altro ossario, quello di Redipuglia, altro posto che suggerisco sempre di visitare anche se adesso più che una visita è una prova di sopravvivenza che non è consigliabile per tutti.

e poi potete sempre tornare a Trieste e fare il bagno nell’unico stabilimento che divide ancora tra uomini e donne…

Qui trovate tutte le informazioni sul museo.

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About alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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3 Responses to Seconda possibilità: back to Slovenia

  1. Avatar di wwayne wwayne ha detto:

    Ti consiglio questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2019/06/01/in-viaggio-verso-te/. Per noi amanti dei viaggi è davvero imperdibile. L’hai già visto?

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