E probabilmente nemmeno i papi, se di tutti i posti dove si potevano trasferire, erano stati convinti a trasferirsi ad Avignone (ora, non ce l’ho particolarmente con il palazzo dei Papi, tuttavia ci sono posti che in ogni caso preferisco, e anche Amica Giovane – io c’ero andata in treno, lei in auto aveva rischiato di finire nel Rodano, e in entrambi i casi non era stata una buonissima esperienza. In più, le periferie di Avignone, che ho attraversato spesso, ricordano sensibilmente la Romania di Ceausescu)
Poi c’è un’altra faccenda. Il ricordo distorce la realtà. Sono stata per la prima volta in Provenza , ehm, negli anni Settanta. E mentre la Camargue era rimasta più o meno la stessa (o meglio, quando ci sono tornata i ricordi più o meno coincidevano con quello che stavo vedendo, fenicotteri compresi). Di Saint Marie de la Mèr, per esempio, non ricordavo né la passeggiata a mare, né la piaggia. La prima, facile che negli anni Settanta non ci fosse o fosse molto diversa, ma che non mi fossi accorta della spiaggia mi pare un po’ strano, non fosse altro perché c’ero andata con mia madre, che come me tendeva a buttarsi nelle pozze – magari non a fine marzo, però ecco. Mio padre, da buon semilangarolo, non sapeva nuotare. Lo mettevi in acqua e andava a fondo
Sono tornata ad Arles, che è – stavo per dire ovviamente – uno dei centri più belli e importanti della zona, con un anfiteatro tra i più belli della Provenza – avendoli visti tutti posso dire tranquillamente, il più bello. Il centro ruota intorno, proprio, all’anfiteatro, l’arena – era prevista una Feria per Pasqua, ossia i combattimenti di tori, la corrida classica. Ad eravamo andati a vedere però la corrida non cruenta, ossia il torero e gli altri che si limitavano a fare acrobazie vicino al toro senza ferirlo. Ebbene non mi ricordavo quasi nulla, soprattutto il fatto che il camminamento intorno all’anfiteratro era in pendenza, e non ricordavo nemmeno il teatro romano, che probabilmente non era visitabile allora, e che è molto interessante (quello di Orange è conservato meglio) In ogni caso , con il biglietto combinato visitate tutto. Non ricordavo nemmeno l’ubicazione della cattegrale rispetto all’anfiteatro. e soprattutto, non ricordavo la libreria sopraffina a due passi dall’Arena, che conserva una selezione di libri sull’antichità e dove puoi anche berti una birra.
Insomma, Arles è sempre molto bella, ma io mi sono aggirata come una sonnambula cercando di orientarmi




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