Questa è un’estate strana (“sei diventata nera, nera nera…”)

Mare senza mare

Questa è una estate strana, o forse, chissà, è l’inizio di una nuova fase.

Come sapete, io sono una solitaria che va in montagna. Nel senso che in quella solitudine io trovo, in generale, la mia pace. Ebbene, questa estate no. Non sono ancora andata in montagna da sola nemmeno una volta dal Pian della Mussa. Un mese e mezzo fa, ormai. Quasi un record.

Allo stesso tempo mi accorgo che non sto pensando. Ossia mi manca quel tempo in cui la mia testa va a ruota libera, il mio corpo pensa solo al sentiero e a non inciampare e ad arrivare in cima . Questo non pensare ha poi delle conseguenze. Sono distratta, non riesco a concentrarmi ( e dovrei), inciampo ( l’ultima volta nel termosifone dello studio del mio direttore- poi vi spiegherò come si può inciampare in un termosifone di ghisa che è solidamente attaccato al muro…) , scrivere figurarsi ( e devo, perché ho due scadenze che non si risolvono da sole)

Comunque a dimostrazione di ciò sono andata a fare il bagno. La prima volta sono andata al lago sulla mia solita spiaggia “segreta” di Orta. Segreta, oddio. Ho il sospetto che non lo sia più. C’erano le papere fiduciose e c’era il mondo, ed erano solo i primi di luglio. Poi ho fatto un salto ad Arenzano al carnaio. Nel tardo pomeriggio, arrivando cioè quando tutti stavano andando via e il carnaio era un po’ meno carnaio. Ma sempre troppo per la mia misantropia. C’è da dire che il carnaio è friendly in molti modi, nel senso che è ormai l’emblema della globalizzazione genovese e puoi vedere ogni forma colore e sapore ( e non è la Costa Smeralda) . Quella volta ho anche scoperto il parco di Arenzano, che in milioni di anni non avevo mai visitato: un’orgia di pini.

Dopo tutto ciò, con grande sprezzo del pericolo, ho accettato un invito di mia cugina e della sua amica Orisya ad andare ad Albisola, che era la mia spiaggia quando lavoravo ad Acqui molti ma molti anni fa. A settembre o a giugno ( sono misantropa da tempi non sospetti)

Io ho portato due pesche un po’ d’acqua e un cambio. Loro il pranzo completo il pareo l’ombrellone. Livello pro.

Problema numero uno: l’ombrellone vola. Lo avrete capito, siamo in una spiaggia libera. Albisola è probabilmente uno dei pochissimi posti in Liguria dove la spiaggia libera e gli stabilimenti sono 50/50. Bello, ventilato, acqua pulitissima e l’ombrellone volava davanti ai sogghigni di variegato pubblico multietnico ( fatti i c…tuoi non si applica ai vicini di ombrellone in generale e in particolare in una spiaggia libera). Insomma, metà in acqua, metà aggrappati all’ombrellone

Poi siccome i fatti i c… tuoi non si applica nemmeno a noi, ho scoperto ad esempio che c’è una cospicua fetta di mondo che applica la regola delle due ore ( non puoi fare il bagno, non sono passate due ore – tale e quale a mia madre)

E sì, oltre alla vista sul porto (di Savona) , ci sono le meduse. Ma dopo averla incontrata la mattina, l’ho evitata con successo per il resto della giornata- la stronzetta mi ha dato la caccia, praticamente.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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