Una piacevole camminata familiare

D0VE?

D’accordo, sono anzianotta, ma ciò non significa che di tanto in tanto non possa anche parlare di una montagna aperta a tutti, specialmente a chi sta dalla parte più lunga dell’asta. Detto in altre parole, questo va a beneficio dei miei due pronipotini: e se il maschietto, apparentemente, preferisce il basket ed è già un super tifoso della Bertram – e chi sono io per eccepire, ho pure giocato a basket alle medie – la femmina a giudicare dal piglio con cui vuole attraversare le trafficatissime vie di Torino a due anni, tra un po’ vorrà dedicarsi a qualcosa di più sostanzioso.

Un mesetto fa cercavo qualcosa di piacevole e non troppo lungo e soprattutto di sconosciuto per passare il sabato e così mi sono messa a guardare mappe, scoprendo che c’era un lago a me del tutto sconosciuto nei dintorni di Masera, in Val d’Ossola, il lago di Onzo o di Afonso – che è la frazione vicina. Su internet si parlava di una strada e della possibilità, invece di passare dal sentiero. Tutto vero. E il sentiero, quasi completamente nel bosco, va bene anche nel caldo africano a venire.

Da Masera, ci sono le indicazioni per il lago e soprattutto per l’oratorio di San Rocco: si deve girare a destra in via Rivoira subito dopo l’ufficio postale. La strada è nella sinuosa e arriva alla frazione SRocco. Davanti alla chiesa c’è un piccolo piazzale dove si può parcheggiare, altrimenti si può provare subito dopo il tornante alla frazione Ranco. Comunque di fronte alla chiesa c’è anche l’imbocco del sentiero, che consente di tagliare il tornante, riprendere la strada asfaltata alla frazione Rancò, percorrerla sino in fondo dove sulla destra si trova un cartello inequivocabile. Una volta imboccato il sentiero non è possibile sbagliarsi, perché i segnavia sono sempre evidenti e tra gli alberi si hanno dei graziosi scorci sulla Val d’Ossola

Il sentiero termina in un bar agriturismo, fornito di giochi per i bambini, che si trova sulla strada asfaltata. Da lì o si può seguirla per poche decine di metri, o ritrovare il sentiero al di là della strada che conduce alla piccola diga il cui sbarramento ha dato origine al lago. Curiosità:è una diga di cemento, a gradoni.

Quando ci sono andata io, oltre a me c’era un solitario pescatore.

Al ritorno, ho fatto la strada asfaltata. A occhio e croce, potrebbe essere persino più veloce del sentiero e se avete un passeggino è decisamente consigliabile, ma altrimenti, consiglio decisamente il sentiero che dà persino l’impressione di scalare una montagna (in realtà un risalto roccioso che si aggira). La strada è privata e serve gli abitanti della case sparse prima della diga. Quando sono andata la sbarra era aperta, nonostante i cartelli minacciosi che ordinavano di chiuderla. Appunto.

Il lago è davvero rilassante, e dopo un’oretta di strada è una metà davvero appetibile.

La diga

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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