Una ventata di ottimismo(?) parte seconda

Dove eravamo rimasti?

Ah, sì. Alle giacche. Come vedete, né per i pile, né per le giacche vi ho propinato una dettagliata spiegazione scientifica. Potrei farlo, certo, ma vogliamo essere ottimisti e non trascorrere i minuti prima dell’apocalisse dettagliando gli strati impermeabili e traspiranti. L’ottimismo mi fa dire, tra l’altro, che dopo un paio di settimane in cui al lavoro è successo di tutto (il clou è stato mercoledì quando ho dovuto telefonare alle dieci di sera a una nostra relatrice, persona simpatica ma che non posso considerare nemmeno una conoscente, che i nostri programmi per l’indomani erano stati rivoluzionati e non per colpa mia, né sua, ma perchè in giro ci sono persone che eccetera. Mia zia che era una persona elegante, non come me, sosteneva che non si telefona a casa “della gente” dopo le nove e mezza di sera e prima delle nove e mezza la mattina, esclusi i parenti gli amici più cari e gli amanti, immagino), ecco dopo queste due settimane, ho chiesto e ottenuto due giorni di ferie per andare a camminare da qualche parte, e indovinate, pioverà.

Comunque, niente roba scientifica, ma due paroline magiche: Polartec e Gore Tex, che sono due brevetti e non due marchi e che indicano le due componenti più preziose quando si tratta di pile e di giacche a vento. Il Gore tex, in particolare assicura un’elevata impermeabilità unita alla possibilità di far evaporare l’umidità corporea, evitando cioè l’effetto scafandro: se mi mettete addosso un sacco di plastica, o uno di quei poncho col cappuccio che vendono i negozi di souvenir, l’acqua non passa, ma dopo pochissimo sarete bagnati fradici di sudore. Un giro su internet o sulle riviste di montagna dove si parla di materiale vi farà capire cosa è più traspirante e cosa più impermeabile.

Un paio di scarpe da escursionismo. Qui, ve lo dico subito, le possibilità di sbagliarsi sono molto elevate. Se le scarpe che avete comprato sono le vostre scarpe lo saprete solo usandole, cioè camminandoci dentro. Quelle che parevano comodissime in negozio possono trasformarsi in una tortura dopo la prima ora o dopo la prima mezz’ora o in discesa (che è una cosa da non sottovalutare mai). Quali sono le scarpe migliori per me? Quelle che non vi fanno male alle sera quando ve le togliete: il piede è indolenzito perché molto sollecitato, ma non dolorante. A me vanno bene le Salomon, ma non le Merrell, troppo dure in discesa nella scocca, le Tecnica e le SanMarco. Le scarpe da escursionismo vanno provate sempre (sorry internet) a meno che non stiate comprando di nuovo il modello che vi va bene; altre cose da tener conto, se supinate o pronate (basta rendersi conto di come prendete le storte…) e come è il vostro arco del piede. Tante cose, e se scegliete bene il negozio, un commesso/a competente ve le spiegherà. Alte o basse alla caviglia? Anche lì, dipende: molto da cosa fate, sostanzialmente. Essendo vecchia scuola, se so che devo camminare tanto, o su un sentiero EE, dove ho bisogno di stabilità, metto gli scarponi alti, altrimenti le low (per me, entro le due ore, basse vanno bene). Altro consiglio, non prendetele troppo pesanti, non dovete scalare il K2 (vedi alla voce comode), ma sempre impermeabili (Goretex anche qui), che avere i piedi bagnati non piace a nessuno, se non ai bambini sotto i dieci anni che ciabattano nelle pozzanghere, e fanno benissimo. Le migliori scarpe da escursionismo, se si tolgono le Salomon, sono quasi sempre italiane. Ps ho detto scarpe da escursionismo, non da running, non da trail running e non (orrore) le sneakers.

Almeno due paia di calze, lunghe o corte, fate voi, assolutamente non di cotone, perché significa vesciche assicurate (che non vengono con i calzettoni di lana però). Le calze, la prima volta, si comprano con le scarpe, ma se anche vi rivendete gli scarponi su Vinted (vedi sopra), è difficile che vi rivendiate anche le calze.

Un paio di bastoncini telescopici da escursionismo: questo potrebbe parere un optional, ma quando ho cominciato a usarli negli anni Novanta mi hanno cambiato l’esistenza. Attenzione, non sono i bastoncini da nordic walking, né quelli da sci, se fate un anello a fondovalle senza troppe salite, quelli da nordic vanno bene, ma per un sentiero non T (cioè non turistico, da E in su) sono utili: scaricano il peso dalla schiena e dalle ginocchia e sono fondamentali in salita e soprattutto in discesa. Perché telescopici? Perché si regolano differentemente in salita e in discesa ( a differenza di quelli da nordic che si regolano sulla vostra statura). Se in salita l’angolo formato da braccia e bastoncini è di circa 90°, in discesa deve essere più ampio, perché i bastoncini vanno davanti a voi.

Quanto costa il tutto? Dipende. Nulla vi vieta di comprare tutto nella nota multinazionale degli articoli sportivi che ha punti vendita in tutte le aree commercali in Italia e pure in Mandrognistan Ville. Io ho un ottimo paio di scarpe da walking che ho preso lì e bene che vanno. Le due cose che costano attualmente di più sono ovviamente la giacca impermeabile e le scarpe, indipendentemente da quello che va di moda, perché anche qui c’è quello che va di moda. Ad esempio dato che molti atleti d’elite le usano, vanno di moda le Hoka One One, che costano una fucilata, ma io non faccio trail, e non sono Franco Collé, che è un loro testimonial e per cui faccio il tifo quando gareggia. Questo è anche un settore in cui la qualità si paga, e con un saggio investimento la giacca impermeabile, se proprio non prendete una roba che va bene solo sulle piste da sci, la portate anche in città (ma non viceversa, la giacca country da fighetto la portate in città, perché in campagna con quella vi prendete freddo, figuratevi in montagna). Per tutto il resto, potete partire basso e poi fare successivi upgrade (la cosa con cui lo farete più facilmente è lo zaino).

Ah, MAI MAI E DICO MAI usare gli ammorbidenti con i capi sportivi. L’ammorbidente è il male: inquina e rovina i tessuti – tutti in realtà.

Mergozzo al tramonto

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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