Eliski, pratica che fa del Piemonte un’unicità a livello europeo: nel peggio.

Lo dico subito, ho “rubato” il titolo a un bell’articolo apparso su alpidoc.it che mi ha segnalato su Twitter l’amico @BeppeLeyduan, e anche se da un po’ non scrivo di questioni politiche su questo sito, qui invece sento di doverlo fare, in tutte le vesti e i ruoli che abitualmente indosso: di ricercatrice e formatrice, di esperta di montagna e di fruitrice (escursionista e ciaspolatrice) della montagna.

Quello che mi stupisce, e mi stranisce, dei provvedimenti su cui l’assemblea piemontese sta discutendo, è l’assoluta mancanza di senso comune, e di visione politica che possa andare al di là delle clientele politiche momentanee.

Vediamo chi viene beneficiato da questo provvedimento: società di trasporto aereo, amanti (?) dell’eliski- quindi persone dotate di buone disponibilità finanziarie, rifugisti, guide alpine? Sono così tanti? Da compensare, per comuni come Formazza, che in questi anni hanno puntato su un turismo “lento” e sostenibile, la perdita di credibilità, di appeal internazionale e di turisti (e dei conseguenti introiti).

Personalmente, in un luogo in cui si pratica l’eliski non andrei nemmeno se mi pagassero; in un luogo in cui si pratica l’eliski e la caccia (che è un’attività che mi disgusta, come in generale mi disgustano le persone che la praticano) nemmeno. Non solo, farei attivamente polemica – e già lo faccio – contro quei comuni e istituzioni e privati che attivamente le promuovono. Tra l’altro, se chi mi legge conosce altri esempi virtuosi e in linea con quanto faticosamente la Comunità europea e le istituzioni internazionali stanno facendo per il turismo sostenibile, oltre a Balme, me lo può segnalare? Sarebbe interessante costruire una rete di informazioni in proposito, non soltanto piemontese.

Intanto, gli abitanti dei sei comuni in cui è possibile andare in (eli)taxi -c’è anche questo – ai rifugi e cioè Alagna, Formazza e Macugnaga nel VCO; Sauze d’Oulx, Cesana e Sestriere nel Torinese e il recuperato Sauze di Cesana, non hanno niente da dire? . I militanti che si battono contro l’alta velocità non hanno niente da dire?. La maggior parte di noi nemmeno sa cos’è, un eliski, e nemmeno è interessata, per cui, perché dobbiamo essere vittime di una minoranza? Già sciare è diventata un’attività sempre più costosa e di altissimo impatto, sia per l’inquinamento che produce, sia per la difficoltà di praticarla a causa dei cambiamenti climatici (a Courmayer, ad esempio, l’inizio della stagione è stato rimandato proprio a causa dello scarso innevamento: se osservate le webcam su LoveVdA si vede chiaramente come ad esempio, il fondo val Ferret, dove dovrebbe terminare la pista di fondo, sia praticamente libero). Le “sciure” torinesi – e uso volutamente l’espressione dialettale lombarda molto più cara a noi periferici del Mandrognistan – due passi in seggiovia al Sestriere possono ben farli, no, tanto lo sbocco pista è a portata di SUV.

In più il rumore delle pale spaventa gli animali, dato che si possono sorvolare anche le aree protette. Ora. Rispetto a questa piccola minoranza, quanti siamo noi elettori?. Anche elettori leghisti, neh, perché non credo, come dicevo prima, che tutte le attività del territorio piemontese siano favorite da questa rivoluzione.

Termino citando Virgilio Giacchetto: “Qui da noi in Valle d’Aosta abbiamo un chiaro esempio: la pratica ultra decennale dell’Eliski nella Valgrisenche, valle ricca di stupendi itinerari scialpinistici, non ha certo portato quello sviluppo diffuso che molti si aspettavano. Anzi si è capito che l’Eliski significa guadagno per pochi a scapito di altri. Tutta quella fascia di turisti che amano la tranquillità che sa regalare la montagna, non scelgono certo come meta per le proprie vacanze un luogo dove il rombo dell’elicottero è presenza costante per tutta la giornata. Tant’è che una parte della popolazione si sta finalmente opponendo a questa pratica dannosa.” Dritto, chiaro e fuori dai denti (potete leggere tutto l’articolo qui, corredato di splendide foto).

Ribadisco NE VALE LA PENA?

Sestriere, cementificato già così

( e grazie @BeppeLeyduan, attento correttore di refusi- avercene, lettori così)

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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Una risposta a Eliski, pratica che fa del Piemonte un’unicità a livello europeo: nel peggio.

  1. Beppeley ha detto:

    In queste proposte politiche c’è il peggio dell’antropocentrismo: l’uomo è centrato su se stesso e non riesce ad esprimere il seppur minimo sentimento empatico verso l’alterità, ciò che è diverso ma per questo motivo non meno importante di noi. Mi piacerebbe vedere la faccia di Valter Marin (primo firmatario delle proposta – indecente – di legge) se nella sua camera da letto vedesse scorrazzare liberamente un branco di stambecchi o di camosci, magari motorizzati.

    Colgo l’occasione per segnalare le osservazioni in proposito della Commissione TAM Liguria-Piemonte-Valle d’Aosta del Club Alpino Italiano: https://www.alpidoc.it/wp-content/uploads/2021/11/Osservazioni-su-legge-che-liberalizza-eliski.pdf

    Vi invito anche ad aderire liberamente al progetto “Montagna Sacra” per i 100 anni del Parco Nazionale del Gran Paradiso (1922 – 2022): https://www.sherpa-gate.com/la-montagna-sacra/

    Siamo sempre in tema.

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