Due donne un cane morto e meggie: mi sono contrabbandata in Svizzera e fine

Parecchio tempo fa ho contrabbandato mio nipote in Svizzera. Adesso che non ho più un nipote da contrabbandare, è venuto fuori che non potevamo contrabbandare in Svizzera nemmeno il cane (perchè non aveva passaporto sanitario con sé. In realtà lo abbiamo portato in Austria, a suo tempo, senza problemi).

Così sono tornata in Svizzera da sola, perchè volevo rivedere le gole di Gondo (ossia un altro orrido, in pratica) che sono a pochissimi chilometri dal confine (Gondo è il primo paese che si incontra). Con il senno di poi, potevamo contrabbandare chiunque: ai vari posti di frontiera non c’era letteralmente nessuno. L’unico segno di vita è stato il solito criptico e alquanto minaccioso messaggio del ministero della salute svizzero, che mi ordinava di mettermi in quarantena se appartenevo ad uno dei paesi dell’elenco: però il link del messaggio non si apriva (e posso assicurarvi che avevo credito; l’unico svantaggio del mio attuale gestore è che devi avere del credito sulla sim per parlare/ navigare dall’estero perché non è coperto dal piano tariffario italiano. Così adesso saprete qual è il mio gestore di telefonia mobile) In ogni caso sono andata spavalda sino alla caserma costruita da Napoleone (e chi se no, considerato che è passato ovunque, anche dal Sempione), ho lasciato meggie al sole, e mi sono avviata sull’aereo ponticello che attraversa il torrente.

Questo pezzo di strada è parte dello Stockalperweg un itinerario che collega Briga a Domodossola e io ne ho già percorso una parte in territorio svizzero, in tappe successive, da Gondo sino al passo del Sempione. Mi manca la discesa su Briga, e il pezzo italiano nella val Bognanco, ma anche quello è un luogo che vorrei visitare, o rivedere per ragioni di famiglia.

Anche qui, ho avuto un’impressione strana, probabilmente perchè il torrente Diveria, rispetto a quando l’ho visto la prima volta, ha una portata d’acqua inferiore. Comunque la maggior parte dell’itinerario (e questo è il brutto) corre accanto alla statale del Sempione, grazie ad un sistema di scalette metalliche molto panoramiche che non lasciano nulla all’immaginazione.

E’ assolutamente sicuro ma ci sono persone per cui camminare su un visibile strapiombo risulta fastidioso (bambini da tenere per mano, direi): si arriva prima al ponte napoleonico in pietra e successivamente a fort Gondo (ci sono resti di fortificazioni). Si ritorna all’auto lungo lo stesso itinerario, perché camminare a fianco della statale a parer mio non è consigliabile ( e respirare i gas di scarico dei camion no grazie). Risalendo di poche decine di metri oltre il ponte, alla Alte Kaserne, si vedono le rovine di un’antico forno per la calce.

E così abbiamo finito queste vacanze. Ma non di andare in giro, tranquilli, che sta cominciando la stagione migliore per noi escursionisti, l’autunno.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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