Noi no

Come si vede, non ci sono assembramenti in vista. Perché come già avevo preannunciato, nella mia domenica di evasione legalizzata da DPCM, avevo tutta l’intenzione di approfittare della natura. Poi sabato mi ha telefonato Lulù e mi ha ingiunto di fare un salto da lei “ perché non ci vediamo da un sacco di tempo”. Vero, in effetti non ci siamo più viste da settembre ( vedersi non sono i dieci minuti a fine lavoro, ma passare un pomeriggio, una giornata). E poi, mi ha comperato gli agnolotti.

Dopo gli agnolotti e dopo aver adeguatamente controllato il Giulio, che in questi giorni ha qualche problemino di pressione, abbiamo preso auto e cani e siamo scesi a Viguzzolo, che è a tre km da dove sta lei ma è un altro comune, quindi off limits sino a oggi.

L’ itinerario parte dalla Pieve romanica, che consiglio di visitare (è aperta grazie all’amore dei volontari locali, ovviamente non in questo periodo in cui i musei sono chiusi), in via Marconi. Si parte in direzione di Castellaro e poi si svolta subito a destra dove si trova l’edificio della Bocciofila (strada vicinale del Castelletto). Si prosegue e all’incrocio si va a sinistra sempre sulla stessa strada, asfaltata ma stretta. La strada è in lievissima salita e si inoltra nei campi. Svariate stradelle la intersecano ( conducono a cascine e stalle) ma si tiene sempre la destra.

Arrivati al quadrivio di Regione Valcarrara ( cartello ) si svolta a destra in strada vicinale di Berzano e si torna verso Viguzzolo. In questa zona ci sono alcune ville padronali interessanti. Ritornati in paese, si svolta in via Circonvallazione, si supera il Bar Milano, che a detta di Lulù fa le pizze migliori del circondario, e poi si gira di nuovo a destra in via Marconi. Da quelle parti una scritta ancora perfettamente leggibile ricorda che la cosa migliore da donare alla Patria è la figliolanza. Tra me lei non abbiamo donato alla patria alcunché.

In ogni caso, abbiamo incontrato una decina di persone tutte a distanza e ben mascherinate, e abbiamo camminato godendoci la vista su Monleale e le sue colline. Dopo il the, la cena di cani e gatti e la nostra, ho spalato ghiaccio dal cruscotto della Mégane per una decina di minuti, e sono tornata nel natio Mandrognistan in tempo per il coprifuoco contando gli alberi di Natale nei giardini. A San Giuliano ci sono persone che da anni prendono le decorazioni natalizie piuttosto sul serio, ma niente di paragonabile al proprietario della villa di Nazzano la cui cascata di luce si vedeva benissimo dal giardino di Luisa, dieci km in linea d’aria circa.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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