Venti più venti più…

Se vi sembra che io sia passata da A a B senza soluzione di continuità, vi prego di ricordare che questo è un magazine non un diario, e ha tra l’ultimo articolo e questo, sono passati tempo e rogne di vario genere.

Tutti vanno in montagna, e per tornare qualche giorno qui a Courmayeur gli amici dell’Hotel Dolonne hanno fatto i salti mortali. Buon per loro ovviamente, che all’inizio dell’ estate non facevano troppe previsioni: d’ altro cento questo è uno degli hotel con il miglior rapporto qualità prezzo del circondario

Poche cose amo di più della montagna di fine estate, specialmente per i giorni limpidi , i cieli da cartolina, la temperatura piacevole ma non troppo calda, e quindi avevo in programma qualcosa di tosto. Senonché negli ultimi giorni non sono stata proprio in forma( niente di riconducibile a ciò che ci fa più paura, piuttosto un misto sinusite problemi di stomaco, abbastanza diffuso, eh sì finisce l’estate e cominciano a circolare cose), così ho un po’ ridimensionato gli ideali e sono partita per una classica escursione della Valdigne, le cascate del Rutor, che come tutti avevo fatto bambina, venti più venti più un po’ anni fa .

Un itinerario classico e non lunghissimo, che da una frazione di La Thuile, La Joux, porta in un quarto d’ora circa al primo salto, poi risale il risalto roccioso in un’ora sino al secondo salto, mentre il terzo e ultimo è a soli cinque minuti. Secondo cartellonistica, da prendersi sempre con le molle, un’ora e venti di strada per circa seicento metri di dislivello.

All’itinetario classico si è affiancato in anni recenti il cosiddetto sentiero del centocinquantenario, dedicato all’Abbé Chanoux, sacerdote botanico alpinista di fine Ottocento, che con un aereo ponticello attraversa la terza cascata e percorre l’altro versante sino alla prima cascata, costituendo il cosiddetto anello delle cascate.

To cut a long eccetera, ho sbagliato strada. Dopo il primo salto, la pausa e le foto di rito, ho proseguito lungo il sentiero, attraversato un ponticello e ho cominciato a salire, e a salire: una valletta, uno sperone roccioso, un’altra valletta un secondo sperone roccioso, con il torrente che ora si avvicinava, ora si allontanava, sempre comunque nel fitto del bosco. Per fortuna, direi. Sotto il sole, una serie ininterrotta di gradini, scavati nella roccia, tra le radici degli alberi o proprio d’acciaio per risalire un risalto, sarebbe stato tremendo. Io odio le scalinate. Soprattutto non tornavano i tempi, alla fine avevo camminato per due ore e non c’era traccia o indicazione delle cascate. A quel punto avevo la certezza di essere fuori strada, confortata nella cosa da un gruppo di tre volte ventenni che stavano scendendo (ma anche l’altra strada è dura- d’accordo ma magari è più diretta)

Poi come sempre la conoscenza mi è venuta in aiuto, sotto forma di cartello indicatore ( prima nemmeno un segnavia) indicante Alta via n.2. 0,1 minuti. Come sa chi segue il Tor ( che non ci sarà) o so leggere una cartina, l’Alta via n.2 va al Deffeyes, e quindi di necessità alle cascate. Così ho riattraversato e mi sono trovata davanti a un altro cartello: II cascata 35’, III cascata 40’ – dopo aver camminato due ore. Mi sono fermata a mangiare.

Comunque , la tempistica era abbastanza corretta: 45 minuti alla seconda cascata ( con le gambe bell’e tagliate) e cinque minuti alla terza, che è la più spettacolare, dove la potenza degli spruzzi è tale che ti puoi fare tranquillamente la doccia – una pacchia. Al ponticello arrivava gente abbastanza stremata ( anche due spagnoli simpatici con cui ho fatto due chiacchiere si chiedevano se quella fosse la strada buona. Scendere, per chi come me non è un capretto saltellante, è stato più o meno come salire. Un’ora e mezza. Però, avendo ormai preso l’abitudine, mi sono fermata in una bella spiaggetta e ho messo i piedi a mollo della Dora. Nuotare, meglio di no. Ma che bella botta di freddo, però, altro che percorso Kneipp!

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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