La passione dei ristoranti brutti

Ho fatto un salto al Book Pride 2018, in parte perché avevo nostalgia dei pomeriggi trascorsi a Belgioioso e in parte perché volevo vedere se qualche editore di montagna aveva messo lì le sue radici e il suo banchetto (chiamarli stand, per molti, in effetti era esagerato). La fiera dei piccoli editori di Belgioioso (ora fiera degli editori indipendenti, perché certo Sellerio e Baldini e Castoldi non possono legittimamente essere definiti piccoli) è più un evento culturale che una mostra mercato. Di montagna c’erano solo le benemerite edizioni del Capricorno con le loro guide, e mi sono goduta una mezz’ora di Alessandro Robecchi che parlava di Follia Maggiore. E mi sono goduta molta dell’atmosfera Milanese- intelletual- chic che fa tanto evento cultural mondano. In altre parole , signora di mezz’età in visita alla metropoli ( non ditelo al direttore ditoriale diElliot con cui ho discusso dei meriti dell’unico libro di India Knight che non hanno pubblicato e che a me è piaciuto e a lei no) Tra l’altro gli spazi postindustriali dell’Ansaldo sono stati conservati molto bene.

(Foto credits Alberto Giovenzana)

Dopo la Fiera, esclusi i ristoranti in zona Tortona, siamo tornati verso casa nella camera a gas che ormai è la pianura Padana, immersa nel primo tramonto post ora legale e ci siamo fermati a Castelnuovo Scrivia. Il cugino piacione ha una lista di ristoranti in zona, che frequenta per lo più per motivi di lavoro, che sono tutti, senza eccezione , indiscutibilmente brutti. Entri e ti sembra di trovarti sul set di un film di banditi degli anni Sessanta-Settanta. Triste, e siamo nel campo dell’ottimismo più sfrenato. Squallido rende di solito bene l’idea. Il punto però è che in quasi tutti questi ristoranti, per lo meno nei tre in cui mi ha portato finora, si mangia bene. Anche molto bene. Come questo bar ristorante Pace (via Torino 13), grande quanto la mia sala da pranzo, più o meno, con quadretti stile Teomondo Scrofalo alle pareti, dove il padrone -cuoco è però cordialissimo e la cena tutta a base di pesce d’acqua dolce, dall’antipasto misto con peperone con acciuga e anguilla marinata, al fritto misto di trota, alla trota alla griglia, il tutto con il cicorietto verde e rosso che è proprio di questo mese , e la frutta sciroppata fatta da loro e la grappa pure loro barricata. Un critico gastronomico vi dirà che bisognerebbe cercare qualcosa di diverso dalla cucina casalinga, ma personalmente alle stramberie da Masterchef preferisco la buona sana cucina del territorio – e quando dico sana, dico proprio con ingredienti di prima qualità, altrimenti ormai alla signora di mezz’età vengono i bruciori immediatamente. Invece sono passate tre ore, dormire non si dorme grazie alla maledetta ora legale, e gastrite zero. E io ho mangiato il fritto, asciutto, croccante e morbido all’interno. Da notare che su Trip advisor ci sono parecchi giudizi che sono veri e propri peana. Cracco, nasconditi. Ah è aperto solo alla sera nei week end.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
Questa voce è stata pubblicata in camminare in città, Cibo, Milano e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.