Ho incontrato Marcel Hirscher e non l’ho riconosciuto ( di uomini e superuomini)

Ecco qui, Adam Ondra che ha presentato ieri a Riva del Garda il film sul suo 9c, perchè o qui o a Brno, dice. Cioè casa sua e il suo luogo del cuore. La foto ovviamente viene dall’Alpine Messe di Innsbruck di novembre, dove lui gentilissimo e disponibile ha fatto un pubblico da rockstar. Lui lo conoscevo, o meglio ero andata sin lassù per conoscerlo. Quest’estate , mentre me ne andavo in giro per il Tirolo con Luisa, abbiamo incontrato un tipo che si allenava con gli ski roller. Niente di trascendentale, al Piccolo San Bernardo avevo incontrato la squadra dell’Esercito che faceva la stessa cosa, senza che nessuno importunasse nessuno. Il tipo con la barba aveva un’ aria vagamente familiare e che non fosse uno convinto, ma un atleta top era evidente ad occhio nudo, io da dov’era lo vedevo di profilo, Luisa gli ha fatto una foto, poi sono arrivati due bambinetti con la mamma, e un telefono e lui ha fatto un selfie, ha sorriso e poi ha telato a velocità supersonica, ribadendo in noi il concetto che stessimo davanti a una star e non avessimo la più pallida idea di chi fosse. Ora c’è l’ho anzi l’ho scoperto iniziando a guardare la coppa del mondo di sci. Avevo davanti Marcel Hirscher e non lo sapevo. Francesco…no per certe cose era peggio di me. La sera che a Veruno ha incontrato il suo idolo Sonia Kristina, simpatica signora inglese con cui stavo chiacchierando da mezz’ora in attesa che finisse il diluvio universale ( un ‘icona del prog che negli anni Settanta spesso finiva i concerti a seno nudo di cui ovviamente tutto ignoravo prima che Francesco mi facesse ascoltare la sua voce spettacolare), e insomma glie l’avevo portata davanti perché la sua leggendaria chutzpa, grazie Erica Jong, una volta tanto l’aveva lasciato a piedi e senza parole.

Questo pippone per parlare delle Olimpiadi invernali in Corea, che ho visto sempre in differita, quando il resto dei nottambuli sapeva già come era andata a finire. Bene ma non benissimo, per usare una frase di moda. Oddio nemmeno Marcel ha vinto tutto ( bene ma non benissimo, del resto le cinque, sei Coppe del mondo che si è vinto in questi anni le ho recuperate un mese fa), nemmeno la Vonn, che non ha vinto niente. Noi però siamo un paese alpino, quando ce ne ricordiamo, e dovremmo avere un piano, come la Norvegia, l’Austria, il Canada. L’avevamo, dicono. Le ragazze in larga parte ci sono state, ma una Ledecka cioè una con la preparazione atletica e la testa per vincere in due diverse specialità, no non ce l’abbiamo. O se l’abbiamo ci regge una gara. Vogliamo una squadra di Fontana. Che la testa c’è l’ha. Se no che paghiamo le tasse a fare.

Ps. Mi dicono che la squadra di hockey femminile degli Usa che ha vinto la medaglia d’oro abbia chiesto più soldi. Alla Federazione. Chapeau.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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