Un racconto di metà novembre

Tutto comincia con una settimana di pioggia ininterrotta, che mi serve per dire, tanto oggi piove, prendo la macchina per andare a scuola. In realtà sono sempre talmente a filo di orario, che per prendere la bici partendo di casa a cinque minuti alle otto dovrei essere Eddy Mercks, (o Nibali, oWiggins o chi è che ha vinto l’ultimo Tour). Si sa che se piove un po’ andiamo tutti a bagno, e nessuno ci fa caso, perché in questo paese facciamo le pseudo riforme, ma la situazione idrogeologica del territorio non fa voti e  interessa ai soliti sfigati che devono conviverci. Ma giovedì pomeriggio, che ancora piove a dirotto, i genitori che mi stanno raccontando dei loro figli mi dicono anche che ponte Bormida è chiuso, e intanto abbiamo già saputo che il Tanaro è in piena in provincia di Cuneo, e mezza Liguria è a bagno. Il nostro piccolo savonese dorme felice e ignora . A sera arriva l’ordine di chiusura delle scuole, e il nostro solerte vicepreside si scusa per avercelo detto in ritardo, era alle udienze  anche lui. Venerdì pomeriggio c’è il sole, e la cosa sembra una presa per i fondelli. Pensiamo tutti che l’allarme è rientrato, il ponte è sempre chiuso, mia cognata stranamente non è in paranoia e io penso che finirò di interrogare i miei alunni di V.

Il Tanaro venerdì pomeriggio è così.


( la foto è di Ilaria Cutuli,  qui è la sua pag. Fb, che è una bravissima fotografa,  di grandissimo talento)

Alla sera tutti siamo pronti per tornare a scuola, io prendo facebook mentre sono al telefono e una mia amica, Patrizia Nosengo, il cui marito è dirigente alla Straneo, comunica che niente scuole ancora chiuse. Bormida è molto alto, è già uscito nelle zone golenali, ma la piena del Tanaro dovrebbe esserci stata. O no?. Intanto che io e mio marito vediamo un film bello e abbastanza straziante su Sky (Mr.Holmes, perché Ian Mckellan è così bravo), io ho fb sulla pagina di radio Gold e leggo allibita l’ordine di evacuazione delle zone intorno al fiume, gli spalti, via Pavia , l’Osterietta, gli Orti e trasecolo. Leggo che il sindaco ha dato ordine di evacuare ai paini alti 6,7000 persone e già i pazienti di Ospedale, Ospedaletto , Borsalino sono stati spostati ai piani alti.

Rewind. Venerdì mattina dovevo andare a Milano con il direttore dell’Isral, ad un seminario organizzato dall’Insmli, alla casa della memoria, che è di fronte al Bosco Verticale e solo per questo ero contenta di andarci. Giovedì sera, con la pioggia battente e le scuole chiuse ci ho ripensato e alle dieci mi sono chiamata fuori. Non sono un tipo particolarmente apprensivo, ma cercare grane gratis, ormai , anche no, e ho dato retta a mio marito – lo so poi è venuta l’alluvione. Comunque il mio direttore ci ha provato, ad andare in stazione, per poi tornare mestamente a casa, perché a quel punto, venerdì mattina, i treni non partivano un po’ ovunque, e c’era anche lo sciopero (sì, il tempismo di Trenitalia e dei suoi addetti). Meglio, altrimenti alle cinque saremmo stati in coda sulla Milano Serravalle, perché niente potrebbe fermare il Black Friday all’Outlet, probabilmente nemmeno una bomba.

Comunque, alle 22.30 di venerdì chiedo a mio marito,”Secondo te è meglio se tolgo la Mégane dal garage?” E lui dice : secondo me sì. Così inforco la bici, mi fiondo cigolando sino in corso Borsalino, e incrocio altri due che hanno pensato la stessa cosa: nell’altra alluvione, con mezza città allagata e le fogne saltate, in quel garage c’erano due metri d’acqua e addio automobili. Parcheggio la disastrata Mégane e il suo vetro ancora rotto in cortile, e vado su, dove mio marito è ancora inspiegabilmente sveglio e dopo la fine del film mi dice di mettere su Telecity. Ora, capisco l’emergenza, ma benedetta gente, un video ormai si fa con un telefono, e lo carichi via internet così lo mandi in onda appena arrivi: invece no, Telecity è ferma agli anni ’50, mezzo busto di Ketti Porceddu e Capone al telefono. Il video su fb dell’ingegnere capo della Provincia, pubblico, perché io non ce l’ho nei miei contatti, mostra che in zona Piscina l’acqua è ad un palmo, letteralmente, dal bordo del parapetto. A quest’ora, sarebbe a filo del vecchio ponte, ma il Meier, pur chiuso, ovviamente, è molto più alto e l’acqua non ristagna. I miei cugini hanno portato l’auto in pista, ma sono a posto.

Alle quattro mio marito mi sveglia per dirmi che è passata. Sabato mattina si tolgono i sacchi di sabbia, l’acqua è ancora alta, ma facciamo i turisti davanti all’eroe della giornata , il nuovo ponte Meier. E il sindaco , chapeau, ha avuto le … di far evacuare le persone, e ha fatto bene . Ha tenuto la città al corrente, e i social servono proprio a questo, poi la plebe spara cazzate lo stesso, ma il comune, il sindaco , il vicesindaco e radio Gold hanno tenuto costantemente informati i cittadini (per dire, caro sindaco di Asti, non hai la metà del talento della Rita), insieme ad alcune pagine di Alessandria particolarmente ben fatte. Non ci fossero state tutte le persone che hanno gestito l’emergenza , ci sarebbe stato un altro 1994. Oggi ho visto che disatri ne ha fatto in mezzo Piemonte, che sulle mie montagne fiumi e torrenti hanno fatto anche vittime, e la capanna Margherita sembra l’interno del mio freezer. Ma la nottata qui è passata.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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