Si parva licet

Dopo tutto il parlare che si è fatto ultimamente della scuola, è giusto che anch’io dica la mia (dalle vette alla piana e ritorno). Ho sempre pensato, almeno ultimamente, che certe prese di posizione di Paola Mastrocola fossero insopportabilmente passatiste – del genere in che mondo vive? Aveva studenti che studiavano, faceva Virgilio il primo giorno di scuola ecc. Il mio vecchio, ma ancora vivo prof. di greco e latino al Liceo, in anni non sospetti di studio e autoritarismo, da vecchio liberale quale era, diceva che Virgilio era giusto un trombone buono per anime belle (riferendosi alle mie compagne di scuola bon ton catto che si sdilinguivano alle Georgiche – e questo già la dice tutta sul gap generazionale); quelli di Lotta Continua dicevano che era un servo del potere (ma nella mia classe non ce n’erano). Insomma, lo trovava (ed era un genio con molti libri pubblicati) insopportabilmente noioso. Insomma, l’Eneide, che palle. E va bene. Adesso la signora comincia a rendersi conto che anche i suoi studenti sono simili a quelli di tutte le altre scuole italiane, e allora non trova di meglio, sempre per restare in tema di  bucoliche rimenbranze, di suggerire un pronto ritorno alla terra.

Ora:

è vero che la scuola non deve essere un grande parcheggio, in cui collocare i figli durante le proprie ore lavorative;

è vero che i genitori hanno totalmente abdicato, in larga parte, ai loro compiti educativi;

MA occorre ricordare

che la scuola è l’unico, vero mezzo di integrazione, perché che ci piaccia o no anche questo paese è destinato a diventare multietnico (persino nel Liceo Classico fuori dal mondo in cui insegna mio marito ci sono ormai alunni stranieri)

Che per rispedire a più utili attività (per loro  e per la collettività) studenti che non sono adatti o hanno poca voglia di studiare ci vorrebbe una adeguata istruzione professionale, proprio quella che l’attuale riforma sta smantellando. E che l’Italia è fatta anche e soprattutto dei poveracci che senza la scuola (veramente meritocratica) non avrebbero nemmeno quell’unico mezzo di riscatto.

Per conto mio, non nessuna intenzione di “togliere il disturbo”. Per voi, la recensione apparsa su Tuttolibri  è perfettamente condivisibile : http://www3.lastampa.it/tuttolibri/sezioni/edicola/articolo/lstp/49281//

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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2 risposte a Si parva licet

  1. Lia Giachero ha detto:

    Ma davvero davvero posso lasciare un commento? Io che non sono iscritta a niente? Allora, madame Mastrocola, che mi dicono sia moglie di un docente universitario e abbia villa in collina (non i requisiti migliori per capire come va il mondo), non piace nemmeno a me. È polemica, stizzosa, altezzosa. Non penso che voglia bene ai suoi ragazzi, le piacciono solo ragazzi morti da molto tempo dopo aver pubblicato libri immortali. E poi dicono che siamo noi alessandrino-tortonesi i provinciali .

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  2. alpslover ha detto:

    Davvero davvero, non è necessario iscriversi a niente. E mi fa piacere che la pensi come me (almeno qualcuno): ho l’impressione che la signora stia diventando una specie di oracolo…

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