Poudreuse

Alla fine, non sono andata in montagna giovedì e neppure venerdì. E se tanto mi dà tanto, non ci andrò neanche prima di Natale. (Dopo, col gatto in vacanza in corso Borsalino, non si sa – un giorno o l’altro bisognerà spiegare al mondo perché ho due case, ma non due mariti, posto che al mondo importi qualcosa, ovviamente)
Però c’è la neve, e per due giorni ha fatto un freddo tale quale a New York, che è  un posto freddissimo – non come l’altopiano di Asiago, che è sicuramente il posto più freddo d’Italia, se si esclude forse la vetta del Monte Bianco e non è detto. In compenso sembra che con infallibile sfiga si scelga per andare a teatro le sere in cui su tutto il nord Italia babbo gelo ecc. Lo scorso anno ci è successo ben due volte. Una volta ho lasciato perdere io, salvo scoprire che aveva lasciato perdere anche la compagnia, e quindi lo spettacolo è stato rinviato con sollievo di tutti a marzo. Stavolta quando alle cinque cadevano larghi fiocchi io ero sul punto di lasciar perdere, perché ormai non si riesce a vedere prosa decente in città e ormai abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza di dover andare nel teatrino di Valenza: ma andare aValenza con la neve vuol dire la Colla, su cui c’è l’obbligo di catene o pneumatici da neve, o la salita dei Pellizzari, e l’una cosa o l’altra non sono proprio gradevoli da fare. La collina è la collina e bisogna comunque scavallare (ma di tante opere pubbliche inutili, un tunnel sotto la Colla no?). Mio marito mi detto di chiamare il teatro per vedere se c’era la navetta, che bisogna comunque prenotare dieci dicasi dieci giorni prima. Impensabile. Invece no: in uno slancio di inaspettata razionalità, “per le particolari circostanze”, il teatro ha riaperto le prenotazioni. Qualcuno si vede che ha visto lo spettro del Natale passato presente e futuro. A parte che anche un pullman si può schiantare sulla Collaü, siamo andati e venuti lisci come l’olio e lo spettacolo era magnifico (io adoro Dürrenmat).
Ciliegina sulla torta: a Valenza abbiamo visto uno spazzaneve. Nel natio Mandrognistan, invece, nada.

Anziche la solita foto dal mio balcone, ecco piazza Matteotti giusto prima di andare.

piazza Genova magica

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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