#NottebiancaTW 2

Il mio contributo alla #NottebiancaTW : la scoperta di qualche luogo Italiano, in equilibrio tra natura e cultura. Io nasco come fotografa, e questo è il mio contributo a questo periodo di crisi, per quando potremo finalmente uscire #iorestoacasa #litaliachiamò

La pianura umbra da Assisi

Le nuvole e il cielo sono uno dei miei soggetti preferiti, poche cose mi danno un senso maggiore di libertà

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#NottebiancaTW 1

Lago di Meugliano

Il mio contributo alla #NottebiancaTW : la scoperta di qualche luogo Italiano, in equilibrio tra natura e cultura. Io nasco come fotografa, e questo è il mio contributo a questo periodo di crisi, per quando potremo finalmente uscire #iorestoacasa #litaliachiamò

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Prossimamente

Dai un’occhiata al mio podcast Alpslover su Anchor! https://anchor.fm/alpslover

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Attenzione attenzione

In occasione della #NotteBiancaTW anche questo blog modestamente farà qualcosa…

Per saperne di più, intanto https://twitter.com/OrianaDavini/status/1238512681113575424?s=20

E alle diciannove , l’aperitivo digitale. I canali da seguire, se ne avete voglia, sono questo blog, il profilo twitter @alpslover, la pagina fb del blog e pure l’instagram @alpsloveritaly

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Al tempo del virus III – zona rossa

Temo non ci sia molto da ridere, in questo periodo. Tuttavia mi sembra opportuno scrivere qualcosa, non solo per alleggerire l’atmosfera, ma per rimanere un minimo razionali, quando tutto il resto del mondo non lo è, e non mi riferisco a questioni specifiche, ma proprio a tutto il circo

Preferisco il rumore del mare

Sono tornata dalla Francia, ieri, in preda a sentimenti contrastanti. E devo dire, la maggior parte dell’ansia, mi è venuta dall’ascoltare le notizie. Prima che il presidente di Regione positivo ( e io dai a pensare oddio, la riunione con i responsabili delle istituzioni culturali e l’assessore, che ho salutato molto molto da vicino, la conosco da anni. Poi misericordiosamente la mia boss mi ha confermato che tutta la Giunta è negativa) ; oggi quelli contagiati a Cervinia, e io sono andata a Cervinia, quando… due, no, aspetta, tre settimane fa, fiuuu. In realtà, a Cervinia sono stata a distanza ravvicinata con un barista e la coppia lombarda che parlava di Livigno e la commessa del caseificio Evançon e…la barista di Donnas. Abbastanza. Tra l’altro per noi anziani o aspiranti tali è un utilissimo esercizio di memoria.

In ogni caso ieri pomeriggio sono tornata con qualche patema e dopo aver fatto la spesa in Francia, immaginando l’orda all’assalto dell’Esselunga qui. Almeno starò in quarantena a fois gras e champagne ( che come diceva mia zia non deve mai mancare in frigo – oggettivamente però non ricordo di averlo mai visto nel frigo di nonna). Quarantena… io lavoro. Da sola, in pratica, quindi, non posso contagiare nessuno, né essere contagiata perché siamo chiusi al publico. Del resto, ai miei colleghi che telelavorano, qualcuno deve accendere il computer in biblioteca, se no non telelavora nessuno ( di solito questo nessuno lo dice).

Qui si oscilla tra la paranoia, la Guala closures non ti fai entrare senza mascherina e guanti, e ti misurano la febbre ( capitato stamattina al cugino Enrico) e quelli che affollano la tabaccheria di via Mazzini – per giocare alle macchinette. Insensati. Io per il momento farò una cosa pericolosissima: andrò a cena da un altro vecchietto in quarantena come me.

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Al tempo del virus

Nonostante si siano prese tutte le adeguate precauzioni, al lavoro, a casa, e pure con i gatti, talvolta c’è bisogno di aria fresca. Letteralmente.

Il mare d’inverno

E calma. E più ancora delle orme di tasso di sabato scorso avevo bisogno di relax. E quello, essendo come dice anche Venditti “ nata sotto il segno dei pesci “ lo può dare solo il ritmico movimento delle onde ( dopo i tre km di passeggiata sul bagnasciuga, limitati di nuovo dalla schiena dolorante) Per rimediare ai dolori sono andata in farmacia e lì il morbo, che hai creduto di poter dimenticare, è lì, nei discorsi della farmacista che menziona medicine sconosciute a qualcuno al telefono (ma non c’è ancora una cura), nei capannelli delle famiglie che chiacchierano sulla passeggiata, forse persino nei discorsi degli innamorati che si baciavano in spiaggia- che sempre, e specie ora – mi suscitano ottimismo.

Non voglio dire che la natura si stia vendicando, ma non dovremmo tutti seguirla anziché combatterla?

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Giusti ripensamenti

Come sanno anche le pietre, oggi è il mio compleanno. Quindi mi autodedico il post di metà settimana che di solito è dedicato, quando c’è, a questioni si montagna.

Di solito non la faccio tanto lunga, ma questa volta il traguardo è a cifra tonda, e sfortunatamento ho cominciato a pensarci qualche settimana fa. Una volta , “alla mia età” si era arrivati decisamente alla terza età. Insomma vecchia. Adesso, non solo non me li sento, ma non ci credo proprio…

Non sono tipo da giustificazioni o bilanci. Se sono arrivata fin qui, è perché ho cercato di fare del mio meglio. Oddio, ci sono ampi margini di miglioramento (sotto sotto sono convinta che il padreterno sia in debito con me), ma complessivamente sono soddisfatta. Alla fine sto facendo un lavoro che mi piace molto, vivo a modo mio, sono stata amata (il che non significa affatto che le cose siano facili o filino lisce) e una cosa di cui vado molto fiera è la mia rete di amicizie e di persone care che mi rendono la vita molto ma molto più bella ( e no non voglio menzionarle qui, ma loro sanno…)

e poi gente, tre torte tre… dovrò andarle a smaltire in montagna (tanto più che magari il freddo mi congela anche il coronavirus)

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