Non sono una fan del mare adriatico. Le due volte in cui mi ero bagnata , a Rimini nel 1971, e a Grado molti anni dopo mi avevano dato un’impressione un po’ stagnante. Insomma se per nuotare devo camminare sino in Croazia, tanto vale che vada direttamente là.
L’Adriatico delle Marche si è un po’ risollevato. D’altro canto chi va a Rimini non ci va per nuotare, il che va benissimo per carità, probabilmente anche chi va ad Alassio non ci va per la spiaggia, perché l’ultima volta che ci sono stata non c’era praticamente più una spiaggia.
Comunque, se tutti vanno al Conero, c’è sicuramente una ragione, perché le insenature nascoste tra le pareti a picco sono meravigliose e finalmente si può nuotare che il fondo scende subito profondo. Quelle di Sirolo sono specialmente e giustamente famose e preparatevi a fare tanta strada a piedi per raggiungerle, o a fare tanta coda per utilizzare le sacrosante navette gratuite. Si scende prima e si sale al ritorno.

Anche porto San Giorgio alla fine non ha deluso. Lunghissime spiagge di sabbia su cui camminare, troppo dure per i miei tendini ma pazienza, acqua pulita, abbastanza profonda , con qualche banco di sabbia, possibilità di nuotare al largo oltre gli scogli frangiflutti in mare aperto, con correnti anche intense. Insomma del grazioso paese abbiamo visto praticamente solo la spiaggia e il ristorante. In entrambi i casi, spiagge libere a profusione, e bar , chioschi e ristoranti, in cui potevi andare a bere mangiare e sì usare le facilities (insomma capite) tranquillamente. Prezzi più cari a Sirolo, popolari sulla costa, adesso sicuramente levitati perché è altissima stagione, ma una qualità di vita decisamente notevole. Se vi chiedete come ho fatto a metterci tanto tempo a scoprirlo, ricordatevi di mio marito.

