Ma trattano bene le vecchie abbazie (i francesi, sempre)

In effetti, avevo letto dell’Abbazia di Thoronet praticamente in tutte le guide, e mi era sempre sembrata lontanissima da Mentone, che di solito è il mio punto d’appoggio. In realtà da St Tropez era a meno di mezz’ora di strada, così avevamo finito lì la giornata, considerando che a St Tropez non c’è poi così tanto da vedere ( se non musei che non vedrei nemmeno in Italia, forse.)

Rispetto a Frejus, e pure all’abbazia di Staffarda, che è più o meno dello stesso periodo, anche se di diversa tradizione, Thoronet è conservata molto meglio. Anche se mancano anche qui alcune parti di edifici, in particolare quelli dedicati all’accoglienza dei pellegrini, il complesso abbaziale è intatto, e soprattutto lo sono la chiesa e i meravigliosi chiostri. È immersa in una foresta lussureggiante e credo che anche in piena estate non dia quell’impressione trasandata che ci aveva fatto Staffarda (ora arriverà un altro shitstorm). In più, il luogo lascia, come spesso accade nelle abbazie benedettine, come questa, una grande impressione di pace.

Fondata nel XII secolo da monaci cistercensi provenienti dall’Ardeche, è in un luogo sufficientemente isolato, ma non lontano da Frejus che era sede vescovile. È una delle tre sorelle provenzali (tre abbazie cioè, e di gran lunga la più famosa), con Senanque e Silvacane. Viene abbandonata durante la rivoluzione francese, ma nell’Ottocento è riscoperta da scrittori e poeti come Merimée.

Non c’erano gatti, però, ma un gruppo di pecore placidamente addormentate.

L’ingresso è a pagamento, c’è un magnifico bookstore, e altre informazioni potete trovarle sul sito, ci sono anche le informazioni per gli insegnanti. La chiesa ha un’acustica straordinaria, al punto che è espressamente vietato cantare, se non autorizzati (lo so fa ridere, ma avranno le loro buone ragioni)

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camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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