La montagna preferita dei Mandrognistani (suggerimento tardivo)

Perché tardivo? Perché a quest’ ora così a ridosso del Capodanno, per trovare un letto ci vorrà un miracolo.

Come la Liguria, un po’ovunque a est e a ovest, ma specialmente tra San Bartolomeo e Imperia, le Alpi marittime sono state il luogo preferito dai Mandrognistani per farsi la seconda casa negli anni del Boom economico, specialmente per quelli che non potevano permettersi i prezzi già poco economici della val d’Aosta. Quindi si sono sparsi tra Frabosa Sottana e Soprana, San Giacomo di Roburent e Limone Piemonte. Soprattutto Limone Piemonte. Non so perché, ma mio marito trovava Limone un po’ meh (ci aveva, come tutti, appunto, passato dei giovanili capodanni). I miei che non erano motorizzati, non si avvalevano (la gestione dei mezzi pubblici della zona, come già si diceva nel post precedente a proposito di Cuneo, non era e non è facilissima)

Ci sono tornata di recente, ma prima delle nevicate di questo periodo ( se googlate Limone Piemonte webcams noterete che di neve ce n’è un bel po’ e questo spiega la sua popolarità in anni in cui non c’è più neve nemmeno in posti delle Alpi francesi in cui nevica sempre)

La piazza della chiesa

Come si vede, siamo all’inizio dell’inverno, non c’è ancora un singolo fiocco di neve in giro, la stagione non è ancora iniziata (era prima dell’8 dicembre) e in giro non c’era assolutamente nessuno.

Lo so, alla maggior parte delle persone tutto questo non piace, ma io adoro la montagna fuori stagione, quando nei paese semidisabitati ci stanno solo quelli che realmente la abitano la montagna. E allora è facile farsi raccontare della vita quotidiana e dei luoghi interessanti da vedere e da scoprire camminando (lo ha fatto il tabaccaio/giornalaio e tanto altro), che mi ha anche consigliato quale cartina comperare -oltre ai taccuini ho anche la fissa delle mappe cartacee- quella che costava di meno, nella fattispecie. E mi sono segnata già un po’ di idee per tornare…

Il Monviso è sempre lì, presente nella pianura

Certo, se il centro storico di Limone mantiene tutte le caratteristiche del borgo di montagna, la parte più esterna, nuova, è frutto della speculazione edilizia degli anni Sessanta, e non è bello a vedersi: anzi è proprio modello geometra brianzolo (con tutto il rispetto) ossia casermoni del tutto incongrui con l’ambiente circostante, nati dalla necessità di portare la città in montagna, immagino. Un modo di essere che per fortuna , almeno quello , è finito . In ogni caso, se volete incontrare Mandrognistani in inverno, quelli che non sono a fare i fighi all’ après ski a Courmayeur o in altri posti esotici- e c’è ne sono, provate qui.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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