Al tempo del virus III – zona rossa

Temo non ci sia molto da ridere, in questo periodo. Tuttavia mi sembra opportuno scrivere qualcosa, non solo per alleggerire l’atmosfera, ma per rimanere un minimo razionali, quando tutto il resto del mondo non lo è, e non mi riferisco a questioni specifiche, ma proprio a tutto il circo

Preferisco il rumore del mare

Sono tornata dalla Francia, ieri, in preda a sentimenti contrastanti. E devo dire, la maggior parte dell’ansia, mi è venuta dall’ascoltare le notizie. Prima che il presidente di Regione positivo ( e io dai a pensare oddio, la riunione con i responsabili delle istituzioni culturali e l’assessore, che ho salutato molto molto da vicino, la conosco da anni. Poi misericordiosamente la mia boss mi ha confermato che tutta la Giunta è negativa) ; oggi quelli contagiati a Cervinia, e io sono andata a Cervinia, quando… due, no, aspetta, tre settimane fa, fiuuu. In realtà, a Cervinia sono stata a distanza ravvicinata con un barista e la coppia lombarda che parlava di Livigno e la commessa del caseificio Evançon e…la barista di Donnas. Abbastanza. Tra l’altro per noi anziani o aspiranti tali è un utilissimo esercizio di memoria.

In ogni caso ieri pomeriggio sono tornata con qualche patema e dopo aver fatto la spesa in Francia, immaginando l’orda all’assalto dell’Esselunga qui. Almeno starò in quarantena a fois gras e champagne ( che come diceva mia zia non deve mai mancare in frigo – oggettivamente però non ricordo di averlo mai visto nel frigo di nonna). Quarantena… io lavoro. Da sola, in pratica, quindi, non posso contagiare nessuno, né essere contagiata perché siamo chiusi al publico. Del resto, ai miei colleghi che telelavorano, qualcuno deve accendere il computer in biblioteca, se no non telelavora nessuno ( di solito questo nessuno lo dice).

Qui si oscilla tra la paranoia, la Guala closures non ti fai entrare senza mascherina e guanti, e ti misurano la febbre ( capitato stamattina al cugino Enrico) e quelli che affollano la tabaccheria di via Mazzini – per giocare alle macchinette. Insensati. Io per il momento farò una cosa pericolosissima: andrò a cena da un altro vecchietto in quarantena come me.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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