Tutti pazzi per i mercatini

Ho deciso, dopo aver scritto un post qualche giorno fa, che le cose da fare prima di morire ( o qualcosa del genere) meritavano non solo la scrittura, ma anche l’azione. Così, cominciando dal più fattibile, ho preso ferie e ho deciso di visitare un mercatino di Natale.

il mercato natalizio di TrentoEccolo qui, il mercatino natalizio di Trento, che non sarà il più antico o il più rinomato, come Bressanone o Vipiteno, ma ha indiscutibilmente il pregio di essere raggiungibile in tre orette di auto a passo turistico. Che dire? Io amo molto Trento, e la sua pulizia (che non vuol dire niente cartacce per le strade), amo la tranquilla cordialità delle persone, ancor più in un’ infrasettimanale, quando tra le bancarella girava, sì, qualche turista, ma per lo più all’ora di pranzo c’erano studenti appena usciti di scuola – meglio il canederlo che MacDonald – e gente del posto che cercava i regali di Natale lontani dalla folla che si immaginava strabocchevole dei fine settimana.  Tutti gli stand avevano merce graziosa, erano locali tutti tranne due (Aosta e Rimini), i prezzi oscillavano dal fattibile al meno fattibile (le statue in legno) e nell’insieme era tutto molto pittoresco. Diciamolo, per me che ho famigliarità con la Sant’Orso sia di Donnas, sia di Aosta nulla di veramente nuovissimo. Ma, ripeto, vedere cose molto simili senza essere schiacciata dalla folla strabocchevole (ancora!) che nelle due succitate occasioni inevitabilmente trovi, senza contare gli alpini “allegri” è stato molto riposante. Fare un giro da Disertori dopo e poi una passeggiata nel centro storico di Rovereto che è molto raccolto, ha piacevolmente completato una bella giornata ( anche dal punto di vista meteo) Andando e tornando, con i miei amici (mio marito non c’era) abbiamo eviscerato (letteralmente) lo stato dell’Italia, delle nostre vite, del mondo e dell’inanità generale.

Conclusione (cattiva). Di giovedì, a Trento c’è il mercato ambulante. Lui è da una parte (intorno al Duomo); il mercatino di Natale da un’altra (in Piazza Fiera lungo le mura). Da queste parti i mercatini di Natale proliferano. E sono per lo più tristissimi: dove si confonde l’artigianato – quale – con le solite paccottiglie dei cinesi (che non festeggiano il Natale). Ha senso?

Seconda cosa. Atmosfera natalizia, qui e là, zero. La crisi c’è si vede si sente. Checché ne pensi Colui.

Modifica del 12 dicembre: ho scritto proprio eviscerare: puoi sviscerare le sfortuna del Toro, ma la propria vita merita un esame più approfondito.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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