Dopo un fantastico week end in montagna -perché dai, per andare in montagna a novembre bisogna essere malati come me, ma in Mandrognistan Ville il santo cosiddetto patrono di incerta storicità – lo testimonia Paolo Diacono, che NON è una fonte affidabilissima- cade a novembre. Utile, perché “taglia” un periodo che scolasticamente parlando inizia a ottobre con l’orario definitivo e arriva sino all’Immacolata con il solo giorno dei Santi nel mezzo: quindi è un santo molto amato dagli studenti. Che manco sanno chi sia -abbiamo un santo patrono che nessuno conosce, nemmeno noi- ma pazienza. Dopo il bel week end ho avuto una settimana monstre, che è finita facendo il vaccino anti Covid. Poi ho dormito. Per effetto della settimana monstre direi, non del vaccino, che come al solito non mi ha dato nessun fastidio.
Quindi, dato che nessuno me lo chiesto, vi ragguaglio sulle prime settimane di convivenza con Pepita, che nel frattempo è stata vaccinata, rivaccinata, spulciata, testata, sverminata e ha preso un chilo buono : d’altra parte, mangia dorme gioca impasta fuseggia e produce montagne di pupù che qualche volta lascia lì in bella vista a impuzzolentire il bagno come monito per il mondo- perché quando vuole le copre con l’accuratezza di chi sta scavando un pozzo di petrolio.

Amica Giovane sostiene che ha un muso da volpe, e di sicuro è furbissima: quando è arrivata faceva le fusa a me e ringhiava agli altri gatti. Altri gatti che ci hanno messo un attimo a prenderle le misure: o meglio, lei ha preso le misure in modo perfettamente efficiente, e si è fatta amico subito Cinorosino, che è una patata di gatto, e le sta insegnando tutto quello che è sbagliato, tipo arrampicarsi dappertutto e ridurre la carta igienica a coriandoli. Tra l’altro, già in tre mi hanno chiesto se è imparentata con qualche Maine Coon, perché il pelo sta diventando più lungo e folto. Quanto a Fanny, ho capito che aveva smesso di guardarla dall’alto in basso, quando una sera l’ha bloccata con una zampa e l’ha lavata per bene dalla testa alla coda. E aveva proprio , alla fine, un’espressione soddisfatta .
Ancora non è del tutto convinta che la pappa e le coccole non mancheranno più (in fondo , è stata trovata nel cofano di un’auto a Codevilla, e probabilmente è stata separata troppo presto dalla mamma): ergo è una teppista, che infila le zampe nel piatto per portarti via la roba, e ti ringhia. Ho scoperto che per difendere la mia cena alle volte devo ringhiare pure io (lo so questo getta una luce preoccupante sulla mia salute mentale, ma dopo le intemperanze della mia vicina mi sento normalissima). Ieri sera la sentivo che ringhiava al nulla, e non capivo cosa avesse, se non che stesse vedendo i fantasmi, e anche lì non si sa mai. Si guardava intorno come se volesse difendere chissà che cosa, poi ho capito che aveva tra le zampe un chicco d’uva caduto dal sacchetto. Ha mangiato anche quello.
In una cosa somiglia a Pipisita: le piace l’acqua. Viene a sguazzare nella doccia, ed è già caduta due volte nella ciotola in cui beve: scrolla via l’eccesso di acqua dalle zampe e via (a riempire di impronte tutta casa, naturalmente).
