Mentre la mia idea di mondo muore ogni giorno un po’, mentre sto irrobustendo i miei addominali scarpinando qui e là, ben sapendo che non posso fare molto per entrambe le cose, per non parlare di un mucchio di altre questioni irrisolte, ho preso un altro gatto (gatta)

L’ho vista in foto (me l’ha girata Lulù dicendo che carina somiglia a Pipisita- se vi suona cringe la cosa avete probabilmente ragione, ma è andata così). E ci ho messo tutto il week end trascorso nell’Ubaye a decidermi – quanto sono paranoica da zero a infinito lo so solo io.
Così la mia amica ha contattato l’associazione Pandora che ha contattato me e ha mandato una volontaria a verificare casa mia: dove ha verificato che non ho la rete di protezione a soffitto e anche che mettercela sarebbe probabilmente impossibile oltre che molto pericoloso per l’umano operaio. D’altro canto sono competente, informata e soprattutto ho due splendidi altri gatti che hanno fatto i compagnoni senza sapere bene cosa li aspettava.

Al di là di voler salvare un gatto (avessi i soldi di Keanu Reeves, che è un noto gattaro, farei come lui, che ha credo comperato un ranch per tenere i randagi che adotta) ho pensato che se i due compagnoni invecchiavano troppo, poi non avrebbero accettato un altro gatto esattamente come Pipisita non aveva accettato loro.
Come vedete Pepita non somiglia affatto a Pipisita (lei è European SH brown tabby- cioè un gatto europeo tigrato marrone, ma in inglese pare di sicuro più nobile), ma dalla sua espressione già si deduce che sa quello che vuole. In altre parole, è una piccola teppista, che pianta le zampe nel piatto per rubarmi il pollo, e ringhia pure (ecco, questo ce lo ha in comune con Pipisita) e ieri mattina facevva ekekekek ai piccioni sul tetto: ai. piccioni. sul tetto.
Comunque, dopo una settimana, ha già imparato a far filare tutti quanti, da vera piccola teppista di strada qual’ è – è stata trovata nel cofano di un’auto a Codevilla – casa mia è abbastanza un disastro e lei mangia a quattro palmenti. Commento della veterinaria mentre mentre lei si preparava a vendere cara la pelle: dì sarai mica come la Pipisita tu? A dimostrazione che l’altra, almeno nello studio associato più famoso della città se la ricordano tutti.
