Giusto un attimo

Sapete che interrompo una serie di articoli monotematici se devo dare qualche notizia interessante: ve ne do subito due, una per questo weekend e l’altra per il prossimo, così siamo, praticamente, a posto sin da subito.

Ho passato qualche giorno dalla mia amica Ornella e da suo marito nel Parco nazionale del Gran Paradiso (leggi: mi sono autoinvitata per sfuggire al caldo: ma sono un’ospite che non dà fastidio, almeno spero, porta generi di molto conforto, e gira la polenta). In questo caso non voglio raccontarvi le escursioni che (non – è stata una vacanza davvero tranquilla e rilassante) ho fatto. Piuttosto rendervi noto che questo week end ci sarà un ultratrail , la Royal Ultra sky marathon Gran Paradiso.

(lo so, la foto presa a Noasca fa schifo e non l’ho nemmeno modificata- fa schifo di natura)

Non so quanti, oh voi che correte in montagna, abbiano perfezionato l’iscrizione entro il 15 luglio (quindi adesso è troppo tardi) però mi dicevano che in valle non c’è più un letto libero proprio per la gara. Partenza dal lago di Teleccio, sopra Locana, e arrivo al lago di Ceresole . I primi concorrenti d’élite sono attesi dopo quattro ore dalla partenza… Comunque trovate qui tutti i dettagli.

Seconda cosa, per la prossima settimana (che se questa settimana sono abbastanza incasinata in cose varie, la prossima sarà…peggio): la Foire d’été ad Aosta, il 5 agosto, figlia minore della Fiera di Sant’Orso invernale.

Sul sito dicono: Per chi adora lo sbocciare dei fiori di legno, i colori variopinti delle bancarelle artigiane, il chiasso festoso dei campanacci che suonano. Per chi non può vivere senza le danze notturne, l’intonare dei canti, la tiepida brezza che porta risate e tintinnii lontani. Molto poetico. Ma anche vero: se non è troppo caldo (ricordo fiere ante covid abbastanza roventi) la città di Aosta è deliziosa. Il rovente si giustifica con il fatto che gli artigiani espongono in una tensostruttura in piazza Chanoux…

Per chi viene dalla Svizzera, il ritorno attraverso il Gran San Bernardo è gratuito: peccato che lo stesso non accada sull’autostrada più cara d’Italia (ormai andare a Courmayeur è come passare un giorno al Twiga a Forte dei Marmi, e non c’è nemmeno lo champagne).

Per il logo, grazie a https://www.lasaintours.it/foire-dete/

Tra l’altro sul sito trovate tutto il programma delle varie attività anche quelle con i bambini.

Terza cosa (così sistemiamo anche i consigli di lettura). Sto finendo di leggere due libri, uno non nuovo, ma che erano anni che si trascinava nella pila dei libri da leggere nell’ingresso e uno che ho acchiappato al volo alla Libreria Esoterica Arethusa (Igor, il mio libro sui tarocchi non è ancora arrivato e tu sei in ferie – ma tornerà per una settimana da lunedì in via Giolitti a Torino, dalle 11 alle 18, e sì questa è una captatio benevolentiae. Del resto i librai indipendenti sono talmente rari che bisogna aiutarli in ogni modo, in particolare quelli specializzati come lui)

Primo libro Bora. Istria, il vento dell’esilio di Anna Maria Mori e Nelida Milani, (Feltrinelli 2021), che come potete immaginare è stato sottratto al suo di esilio nel cesto dei non letti dopo il viaggio a Trieste. Avevo già letto, della Mori, Nata in Istria: questo è altrettanto bello perché, nel rapporto epistolare con la Milani si confrontano due esperienze: chi è partito (da Pola, come la famiglia Mori) e lori , gli italiani che sono rimasti. Bellissimo per capire cosa è stato l’esodo istriano partento dal basso.

Secondo libro Itinerari del mistero Piemonte, Liguria e valle d’Aosta di Marco Mietta (Yume, 2021) Scrive l’autore: A chi, passeggiando tranquillamente con la testa sprofondata nei propri pensieri, non è mai capitato di sentirsi avvolgere da una strana sensazione, magari accompagnata da un brivido lungo la spina dorsale causato da chissà quale strana energia? I più scettici potrebbero accusare l’influenza, o anche il classico colpo d’aria portatore di starnuti, tuttavia, è innegabile che, complice forse la suggestione ma anche qualche forza di cui ignoriamo ancora l’origine, alcuni luoghi abbiano il potere di irretirci con il loro alone misterioso. L’ho comperato eminentemente perché l’autore è un confratello mandrognistano, perché racconta di alcuni posti che non conoscevo (altri sì, tipo i Cromlech al Piccolo San Bernardo e a Cavaglià), e perché tre regioni insieme costituiscono un bel po’ di suggerimenti. Le descrizioni sono un po’ striminzite, ma pazienza. Unica grossa pecca: non parla degli avvistamenti ufologici, in particolare quelli al Musiné (ma anche in provincia ne abbiamo avuti). Come sapete, qui si batte la fisica da parecchie generazioni…

(come potete vedere le foto ai libri le ho fatte bene, e senza peli di gatto, stavolta)

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camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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