Sex and Mandrognistan

L’etichetta “amica”  da noi spesso indica una signora o signorina dedita al mestiere più antico del mondo, o comunque dalla vita sentimentale turbolenta. I possessori di “amiche” Mandrognistan ville sono molti e, specie in passato quando le amiche  esercitavano in luoghi ben conosciuti e tollerati dallo stato (case chiuse) erano di solito buontemponi che trascorrevano lì o al caffé il loro tempo libero. Ora che quei luoghi non esistono le amiche in questione ottimizzano il loro tempo esercitando a casa loro, in modo certo più sbrigativo, tranne che per quei clienti affezionati, cui le più ingenue o di buon cuore finiscono per regalare qualche “passaggio” gratuito. Come si diceva  Mandrognistan ville era un tempo un importante mercato di bestiame bovino e umano. Essendo, dopo la grande città, la cosa che più vi somigliava, il villico locale, o il soldatino di leva, poteva facilmente trovare l’ eco di piaceri proibiti. Il grande Guido Ceronetti ancora ricordava con nostalgia come fosse bello andar per i casini del Mandrognistan…

Ora gli indirizzi più interessanti corrono sul web, o vengono scambiati tra connoisseurs, essendo questo commercio assai prospero sin da quando Mandrognistan ville era un apprezzato centro di commercio bestiame. Secondo una prassi consolidata, i viziosi locali preferiscono consumare le loro scappatelle nelle città vicine, da cui si spostano i clienti forestieri delle amiche locali, secondo un tour de force che in passato talvolta alimentava le pagine di cronaca nera del giornale locale (le sordide strade del vizio) e ora nemmeno i pettegolezzi dei più anziani. Come gli scambisti che si riuniscono nei pressi  del campo d’aviazione o l’ampia zona di battuage nella zona del vecchio macello ora campus universitario. Ma il luogo che più si è meritato la fama di alcova a cielo aperto, tra la riprovazione dei benpensanti e le proteste annose degli abitanti locali, si trova nella piana, a qualche km da Mandrognistan ville, nei pressi ora di un centro commerciale che richiama più turisti giapponesi delle ragazza dalla dubbia femminilità che in quei dintorni stazionavano sino a quando una di loro, anni fa, ebbe la (s)ventura di imbattersi in un famigerato serial killer e di sopravvivere all’incontro (nonché di andare a testimoniare al processo in tailleur azzurro pallido e di guadagnarsi in tal modo il suo quarto d’ora di celebrità). Da allora anche loro hanno abbandonato la zona e bisogna cercarle quelle “ragazze” tra le pieghe degli annunci economici (“massaggiatrice particolarissima”)…

Il modello più nuovosono le massaggiatrici cinesi, che più che i massaggi sono specializzate in lavori di mano e hanno l’indubbio vantaggio di avere orari di apertura molto elastici. Ce ne sono in ogni angolo e possono essere facilmente essere raggiunti anche in bicicletta, per i connoisseurs appiedati. E non avrei mai creduto che le dominatrici più in voga abitassero in un quartiere borghese, resistenziale e anche un po’ anonimo, se vogliamo, come molti quartieri residenziali. Altro che sordide strade del vizio… Ah naturalmente ogni amministrazione che si rispetti, combatte il vizio in campagna elettorale, poi lascia correre.

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