Cose da fare (in Mandrognistan)

La crisi ha colpito duro anche nel Mandrognistan. Il denaro scarseggia, la città è buia, triste, e anche pericolosa. Non stupisce che  gli abitanti si dedichino ad attività altrettanto pericolose…

I Mandrognistani non lo sanno, o almeno fingono di non sapere, che sono seduti tra:

un deposisto di scorie nucleari;

un’industria chimica, altamente inquinante e puzzolente (e però con un suo fascino romantico: è già stata messa in un film) – lascia un olezzo di conigli morti nelle giornate buone;

una montagna di polvere di amianto altamente tossica che si è depositata, con le migliori intenzioni, su un tempio della cultura locale, che ovviamente poi è stato chiuso (chi ci lavorava licenziato, il direttore allontanato – oddio, la sua puzza sotto il naso lo rende in effetti indifendibile, il solo componente politico si è stato salvato, come sempre accade in ogni satrapia orientale).

In alternativa, nel parco pubblico si possono acquistare a buon prezzo molti additivi naturali o chimici che fanno fare buoni sogni o viaggi interessanti. Tale commercio è ovviamente illegale, ma i mercanti, anche se scacciati dal loro posto, lo riprendono dopo poco in un altro luogo.

O ancora, nelle notti specie piovose si scatenano pericolose gare di veicoli a motore nei viali periferici (se nella velocità viene travolto qualche ignaro passante tanto meglio…fa levitare il prestigio del guidatore).

Un unico commercio rimane molto fiorente, quello delle “amiche di raiteri”, che tuttavia, anche loro travolte dalla crisi, sono costrette a fornire i loro servizi direttamente in strada, anziché nei loro una volta comodi abituri.

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