Nel giorno in cui il Giro arriva e parte da casa mia, e poi ci torna dopo poco, ecco che andare in bicicletta è la soluzione più interessante per la tarda primaversa, l’estate e pure l’inizio dell’autunno. Ma non qui, dove la salita più importante è quella del Cristo, ma un po’ più in là.
Una destinazione che pedala da sempre
Bressanone è il cuore di tutto questo. La città, con il suo centro storico medievale di rara bellezza, i portici e le torri campanarie, è da anni un punto di riferimento per il cicloturismo alpino. Non solo per la rete di percorsi che la circonda, ma per un approccio culturale alla mobilità in cui la bici viene trattata con rispetto: dagli automobilisti, dai trasporti pubblici — portarla sul treno o sull’autobus è prassi normale — e dalle strutture ricettive certificate Bett+Bike, che garantiscono rimessaggi sicuri, officine attrezzate e tutto ciò che serve a chi arriva in bici e vuole ripartire in bici.
Il paesaggio fa il resto. Si parte dai fondivalle dolci e accessibili — meleti, vigneti, viste fluviali — adatti alle famiglie e a chi vuole pedalare senza pensieri. Si sale verso i panorami d’alta quota del Brixen Bikepark alla Plose, la montagna di casa di Bressanone, dove cinque percorsi per tutti i livelli si snodano tra i boschi con le Dolomiti patrimonio UNESCO sullo sfondo. La Jerry Line scende per 4,2 km senza tratti impegnativi, la Hammer Line aggiunge qualche salto in più, mentre Sky Line e Rock Line regalano adrenalina pura a chi cerca il tecnico e il veloce. E per chi vuole sconfinare, ci sono i grandi itinerari internazionali: il percorso Monaco–Venezia di 560 chilometri attraversa tre paesi passando dall’Alto Adige, e l’EuroVelo 7 — la Sun Route — percorre l’Europa dalla Norvegia a Malta per 7.400 km, entrando in Italia dalla Val Pusteria e collegandosi alla ciclabile dell’Isarco.
La bike festa Südtirol: una festa, non una fiera
Dal 17 al 20 settembre 2026 Bressanone ospiterà per la prima volta la bike festa Südtirol, un appuntamento annuale organizzato da Bressanone Turismo che vuole essere qualcosa di diverso dal classico salone di settore. Non una esposizione fieristica, ma un format esperienziale a 360 gradi che unisce cultura della bicicletta, incontro, movimento e gusto.
Il programma si articola in quattro mondi: la brand festa per conoscere le novità dei marchi più interessanti del settore, la ride festa con tour in bici per ogni livello, la people festa per talk, workshop e incontri tra appassionati, e la gusto festa che porta sulle tavole il meglio dell’Alto Adige, dai vini della Valle Isarco alle specialità delle osterie contadine, passando per le degustazioni di mele della Gusto Lounge.
Il cuore fisico dell’evento è l’Expo Area nel centro storico, dove biciclette d’alta gamma e componenti di ultima generazione incontrano persone appassionate. Accanto, l’Innovation Gallery apre uno spazio al futuro della mobilità: prototipi, designer emergenti, start-up che non offrono risposte ma pongono domande — sulla città, sul movimento, sull’ambiente. Servizi pratici completano l’offerta: Bike Repair per controlli e riparazioni, deposito custodito e Bike Wash per tornare in sella dopo i tour. E un programma per bambini, perché la festa è aperta proprio a tutte e tutti.
Una festa concepita da donne, aperta a tutte e tutti
C’è un aspetto della bike festa Südtirol che vale la pena raccontare con chiarezza, proprio in occasione di una giornata dedicata alla mobilità come diritto universale: questo evento non nasce da una logica simbolica. È concepito, organizzato e realizzato in modo determinante da donne. Non come azione di rappresentanza, non come quota rosa applicata al mondo delle due ruote, ma come fatto concreto. La bici come spazio di progetto, di decisione, di leadership.
La bicicletta, del resto, ha una storia lunga con la libertà femminile. Fu uno dei primi strumenti di autonomia fisica e di movimento per le donne — un mezzo che non chiedeva permesso. Quel filo non si è mai spezzato. Oggi si manifesta, tra l’altro, nella presenza alla bike festa Südtirol di SHER, brand di abbigliamento sportivo sviluppato a partire da un punto di vista femminile: funzionale e progettato per il corpo reale di chi pedala, non come variazione in rosa dell’offerta maschile.
A dare ulteriore profondità a questo racconto sarà anche la presenza dell’altoatesina Maria Canins, una delle grandi pioniere del ciclismo femminile internazionale. Originaria dell’Alta Badia, Canins è stata tra le prime donne a imporsi nelle grandi corse a tappe, vincendo due volte il Tour de France Féminin e conquistando anche il Giro d’Italia Femminile. Alla bike festa Südtirol sarà presente in occasione delle uniche date italiane della Bike Film Tour, durante la proiezione di “Breakaway Femmes”, film dedicato alle atlete che negli anni Ottanta aprirono la strada al Tour de France femminile. La sua partecipazione lega la memoria sportiva al presente: non una celebrazione nostalgica, ma il riconoscimento di una storia che continua a pedalare.
L’evento non è “per donne”: è aperto a chiunque voglia pedalare, scoprire, assaggiare, incontrare. Ma porta con sé una consapevolezza che spesso manca nel mondo del ciclismo organizzato: che una comunità bike al femminile esiste, è in crescita, è vivace — e merita visibilità senza per questo dover creare spazi separati. La bike festa Südtirol sceglie l’inclusione come metodo, non come slogan.
Pedalare Bressanone: in città e fuori
Chi vuole scoprire Bressanone in bici non deve aspettare settembre. I tour guidati in ebike Urban Life Ride partono dall’Ufficio del Turismo e conducono lungo il corso dell’Isarco tra storia, architettura e natura. Una delle tappe più suggestive è l’Abbazia di Novacella, fondata nel XII secolo dai canonici agostiniani e ancora attiva con una rinomata tradizione vitivinicola.
Per chi cerca un’esperienza più sportiva, la Plose amplia il raggio della scoperta. Accanto ai tracciati del Brixen Bikepark, la montagna di casa di Bressanone propone percorsi per e-MTB e mountain bike che uniscono panorami d’alta quota, boschi, malghe e soste nei rifugi. E settembre, in Alto Adige, è il momento migliore per farlo: la stagione è ancora nel pieno, la luce si fa dorata, i vigneti cominciano a colorarsi e i rifugi in quota offrono ancora le ultime settimane di apertura. Un tempo sospeso, ideale per chi vuole tenere insieme movimento, paesaggio e gusto.
E noi?
Del mio rapporto con il Giro vi parlerò probabilmente su Substack, che bisognerà che un giorno o l’altro implementi (presto presto). Vi ho già detto che dovete cercare sempre alpslover? So che ci farò, naturalmente (ossia parlerò di sports vari, e farò dello spirito, perché le cose serie le riservo per il lavoro). Il problema, come sempre è cominciare.

Courtesy BrixenTourism
