Il mondo di ferris60 (il mio mondo)

Il Grossglockner che non c'è

Il Grossglockner che non c'è

Il Monte Bianco è la mia montagna, nel senso che è quella in cui, da bambina, ho imparato ad amare le terre alte. Il Grossglockner, invece,  che non c’è ma c’è  – è nascosta, è la montagna della maturità, quella a cui mi sono avvicinata per caso e in una maniera turistica, per poi, piano piano scoprirla anche in senso escursionistico. Il Monte Bianco poteva essere banale, il nostro monte europeo da cui è iniziata, perché era lì, per dirla con Mallory, la storia dell’alpinismo europeo, e di più, la trasformazione di un sasso in un’entità. Diciamo che il mio mondo è fatto di queste entità, e per me non è importante quanto siano alte.

Il mio mondo, quello di cui potrete leggere nei vari post che man mano pubblicherò,  è la montagna e tutto ciò che sta intorno, dato che io, non vivendoci, in montagna, sono costretta spesso a portarmela a casa, nelle mie terre basse. E’ la montagna come esperienza, come fatto geologico, sociale e letterario.  E’ la montagna vissuta e spesso sognata, perché non posso frequentarla come e quanto vorrei (e ormai comincio a sognare la pensione…). E’ più Alpi Occidentali che Orientali, perché spesso, per ragioni di tempo, è dalle mie parti che posso andare di più. E’ più escursionismo che alpinismo, perché come alpinista non vado oltre l’abc (e mi spiace); è ciaspole (o racchette da neve, preferisco) e non sci, perché udite udite, non so sciare – i miei  non andavano in montagna in inverno, ma in estate e così ho perso l’occasione. Poi quando, molto da adulta, ho deciso che non potevo sprecare metà dell’anno, le racchette da neve sono state una scelta ovvia per me che non avevo tempo per imparare uno sport nuovo stando fuori casa. E questo ha comportato, per qualche anno, essere una bestia rara o quasi (“mamma, perchè quella signora ha sci così corti?” sguardo interrogativo da parte della mamma per tutta risposta) almeno da questo lato della frontiera . Non a caso le mie prime e anche le mie seconde racchette le ho comperate in Francia. Dopo di che, credo che adesso neanche potendo imparerei lo sci (di fondo, è ovvio): adoro le racchette. Adoro soprattutto la solitudine della neve e della natura e l’occasionale contatto con gli animali. (Quelli umani li vedo sin troppo.) E anche la fatica bestiale…le racchette non sono roba per fighetti.

Il mio mondo è anche la parola ( e l’immagine): sembra tutto molto serio, ma giuro, in montagna ci vado unicamente perché mi diverto. La montagna è la mia amante, diceva Cassin. E’ anche la mia. Credo possa sopportare questo menage à trois, più che à trois.

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